Taijispot

Il ferro avvolto nel cotone

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [3]

Pubblicato da taijispot su Luglio 15, 2008

Il secondo livello del Gong Fu

Il secondo livello del Gong Fu è caratterizzato dalla percezione del calore prodotto dal corpo durante l’esecuzione dei movimenti della sequenza (di solito si parte da una sequenza di movimenti “didattica” per poi passare gradatamente ad altre più lunghe ed articolate).

Se all’inizio della pratica il buon umore per le nuove scoperte è predominante, nel secondo livello del Gong Fu possono nascere i primi problemi. E’ questo un punto del cammino in cui, se non seguiti adeguatamente da un buon maestro, i praticanti possono sentire un livello di frustrazione abbastanza alto e addirittura abbandonare l’allenamento. Il tutto è comunque abbastanza soggettivo.

La familiarità con i movimenti dovrebbe già essere abbastanza alta, il fluire del Qi lungo i canali del corpo è abbastanza chiaro e l’energia fluisce, anche se debole, in tutto il corpo. Lo studente non è comunque ancora in grado di controllarla, quindi può sorgere qualche problema di sovraestensione della forza (quando è una parte del corpo che si muove più velocemente rispetto al resto del corpo) o di sotto estensione (l’esatto contrario). In una maniera o in un’altra, l’energia viene bloccata così da far apparire il percorso di apprendimento molto duro e difficile.

E’ necessario quindi correggere gli aspetti fondamentali del movimento, come ad esempio il rilassamento del corpo, o la postura generale, e tutto andrà meglio.

La coordinazione comincia a giocare un ruolo fondamentale per l’intera esecuzione dei movimenti. Curare i requisiti fondamentali può significare anche prestare attenzione: verso “l’esterno” al movimento coordinato di braccia e gambe, di gomiti e ginocchia, di fianchi e spalle; verso “l’interno” è necessario equilibrare “mente e cuore”, tendini e ossa ed l’energia interna con le ossa.

I principi fondamentali devono essere, a questo punto del proprio cammino di apprendimento, studiati e seguiti in maniera molto approfondita. Tutto questo non può avvenire se non allenandosi duramente nella forma, possedendo sempre una buona dose di umiltà per ricominciare ogni volta tutto dall’inizio. Può accadere in questa fase, che l’allievo senta il bisogno di doversi allenare quanto più possibile per migliorare se stesso. E’ questo il segreto per un buon Gong Fu.

Generalmente, ma ripeto che tutto è sempre soggettivo, con 4 anni di intenso allenamento si possono raggiungere dei buoni livelli di abilità. Una volta raggiunto questo punto si potranno cominciare ad apprendere il Tui Shou e le applicazioni marziali. Il proprio maestro e i propri compagni di pratica saranno qui più che fondamentali.

Nel Taijiquan la pratica della forma e il Tui Shou vanno di pari passo. Le eventuali lacune nell’apprendimento dei pricipi fondamentali saranno chiaramente visibili nell’esecuzione del Tui Shou. Ciò,contro un’avversario, sarebbe molto negativo.

Il Tui Shou prevede varie tecniche fondamentali, che sono sempre presenti nelle forme praticate:

  • Peng (parare)
  • Lui (ritirarsi ruotando)
  • Ji (premere)
  • An (spingere)

Queste quattro tecniche devono essere eseguite con la massima precisione coordinando la parte superiore e quella inferiore del corpo.

Il Taijiquan non prevede l’uso della forza per vincere l’avversario, per cui il detto “vincere quattrocento chili con cento grammi” significa che la forza esterna dell’avversario può essere efficacemente contrastata con il minimo sforzo. Al secondo livello del Gong Fu non si è ancora in grado di applicare tali principi perchè non si è ancora abbastanza “flessibili” e “adattabili” alle circostanze così da poter efficacemente reagire contro un’attacco.

Per ragionare in maniera matematica, durante la seconda fase del Gonf Fu, si possiede un buon 80% di Yang e 20% di Yin.

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Taijiquan - 48 movimenti stile Yang (codificata)

Pubblicato da taijispot su Luglio 14, 2008

La forma di 48 movimenti codificata dello stile Yang (come del resto la forma 24, la forma mista 42 movimenti, la forma di spada 32 movimenti e la forma di spada 42 movimenti) è una forma cosiddetta “codificata”. Ciò significa che essa non deriva direttamente dalla tradizione e/o dal lignaggio di qualche scuola o famiglia del Taijiquan tradizionale (ad esempio la famiglia Chen o la famiglia Yang), ma è stata “creata ad hoc” dalla commissione sportiva cinese in tempi recenti (inizio anni ‘50).

Se la forma 24 movimenti Yang (detta anche “di Pechino”) è stata creata “ad hoc” per avvicinare i neofiti al Taijiquan (con un particolare occhio verso il benessere fisico e spirituale), la forma 48 movimenti Yang nasce per esigenze agonistiche.

In tempi recenti infatti, l’esigenza di creare una forma unica per le competizioni di Taijiquan spinse la commissione sportiva cinese a convocare alcuni maestri (tra cui il famoso Li Deyin) per crearne una unica che fornisse analoghi elementi di valutazione degli atleti ai giudici di competizione.

Così dopo qualche anno di studio venne creata questa forma, la quale può dirsi “un’estratto” dello stile Yang. Divenuta molto popolare, anche attraverso la diffusione di libri e video, la forma di 48 movimenti codificata dello stile Yang anche se tutt’oggi largamente diffusa, venne sostituita ben presto dalla forma di 42 movimenti mista che è ancora oggi in uso nelle competizioni di Taijiquan moderno.

Per i principianti, praticare la forma di 48 movimenti, che personalmente considero una forma intermedia da imparare subito dopo le forme di base, può aiutare ad andare avanti nello studio e nella conoscenza del mondo del Taijiquan.

La forma di 48 movimenti codificata dello stile Yang è da non confondere assolutamente con la forma 49 movimenti della famiglia Yang che per contenuti, struttura, esecuzione e tradizione è del tutto diversa.

Risorse:

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Chen Zhi Ming e il suo libro sullo stile Chen del Taijiquan

Pubblicato da taijispot su Luglio 12, 2008

L'autore del libro

L'autore del libro

Chen Zhi Ming fu allievo di Chen Xin. Fu conosciuto sopratutto per avere scritto un libro sulla piccola struttura del Taijiquan (xiaojia) pubblicato nel 1932 e intitolato “Chen shi shi Quan Taijiquan Shu”. Si trasferì in Mongolia per affari e incontrò molti maestri di arti marziali. Tuttavia non fu mai sconfitto da nessuno. 

Guarda il libro del maestro Chen Zhi Ming (in cinese)

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I classici del Taijiquan - 4 poesie sullo svolgere il bozzolo di seta

Pubblicato da ivanav su Luglio 11, 2008

ANTICA POESIA DI SETTE CARATTERI (IDEOGRAMMI)

Nel movimento lo Yang nasce, l’immobilità e nello Yin, movimento ed immobilità combinati sono la radice.

Senza dubbio troverete gioia nella rotondità, e vedrete la Verità del Paradiso attraverso rotazioni e movimenti circolari eseguiti secondo volontà.

SECONDA POESIA

Yin e Yang non hanno inizio nè fine, la creazione è nel venire e nell’andare, nel piegare (Qu) e nell’estendere (Shen).
Considerate attentamente questa informazione, muovete il Principio Vitale in rotazioni complete eseguite senza limitazione.

TERZA POESIA

In un dato momento è chiaro in uno non lo è, chiudere (He), aprire (Pi), rimanere in un posto (Lai), strappare (Si), sollevare (Ti) sono collegati;

Molti momenti di ignoranza devono trascorrere prima che il Principio diverrà chiaro, ma con una ispirazione improvvisa diverrà (chiaro come) vetro.

ANTICA POESIA DI 5 CARATTERI (ideogrammi) (5 ideogrammi per rigo)

Il Principio non ha confini, ma le sue sorgenti sono (anche) nelle (piccole) formiche.

Non spiate il giardino per tre anni, abbiate una sola volontà e spirito concentrato.

E’ necessario studiare con un buon maestro, e anche frequentare saggi amici.

Seguite le regole in dettaglio, e un piccolo raggio di comprensione apparirà.

Il livello seguente è più profondo di quello precedente, il significato nel contesto dei livelli è senza confini.

L’aprire (Kai) è connesso con il chiudere (He), aperture e chiusure si alternano in ordine.

Talvolta uno è guidato alla vittoria, e non può smettere di praticare anche se volesse.

Tempo, studio e sforzi fino all’estremo, e le vostre abilità cresceranno ogni giorno.

Solo se non c’è ostacolo, comprenderete immediatamente il Grande Vuoto.

Traduzione a cura di Ivana Vinci. Originariamente tratto dall’articolo “Excerpts from ‘Illustrated Explanation of Chen Family Taijiquan’ by Chen Xin”; © J.Szymanski. Versione inglese pubblicata sul sito China from Inside all’indirizzo http://www.chinafrominside.com/ma/taiji/chenxin.html

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I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [2]

Pubblicato da taijispot su Luglio 8, 2008

Il primo livello del “Gong Fu”

Questo è il livello iniziale di tutti i praticanti del Taijiquan. Gli elementi a cui bisogna prestare attenzione in questa fase sono essenzialmente due:

  1. Correttezza della postura
  2. Rilassamento del corpo

Nel Taijiquan la postura corretta è costituita da una posizione eretta ma non rigida del corpo. Per far questo è necessario prestare attenzione ad un punto dell’agopuntura posto alla sommità del capo, di nome “Bai Hui”. Fatto questo sarà necessario assumere una postura cosidetta “a filo di perla” o “a filo di piombo”. Si deve infatti immaginare una linea retta che attraversi la schiena e arrivi al “Dan tien”, zona posta in profondità tra l’ombelico e il pube. E’ nel Dan Tien che secondo la medicina tradizionale cinese (MTC) risiede l’intera energia del corpo. Assumere la postura a filo di perla richiede il lieve rientramento del mento. In questo caso, e in base al punto di vista sia esso medico o marziale, si rilascia il rachide cervicale e si protegge, per quanto possibile, la debole zona della gola.

Successivamente è alle spalle e ai gomiti che bisogna prestare attenzione. Rilassando queste parti del corpo, il torace si sgonfia lasciando libero il diaframma e, quindi, il respiro che così può diventare più profondo. La corretta posizione di spalle e gomiti favorisce la corretta circolazione del “Qi” (energia interna) all’interno del corpo.

Particolare attenzione va prestata, ancora, al rilassamento della vita che è, assieme al rilassamento delle anche, uno dei cardini del movimento del Taijiquan (in particolar modo nello stile Chen, .ndt). Andrà così esercitata la consapevolezza del Dan tien (detto anche “campo del cinabro”). Secondo la MTC, il punto esatto in questione si chiama Qi Hai (”mare del Qi”). La consapevolezza del Dan Tien e il modo di far scaturire il movimento da esso diviene sempre meno difficile con la pratica, anche se all”inizio, e specialmente nei neofiti, è molto difficile da imparare.

Durante la pratica il Dan Tien diventa sempre più forte, donando stabilità e potenza a tutti i movimenti del corpo. Rilassare il Dan Tien consente tra l’altro di “aprire” la schiena e permettere così il fluire del “Qi” tra “Terra e Cielo”.

Il radicamento è uno dei punti chiave del Taijiquan. La radice dei piedi deve essere ben salda a terra, le gambe non rigide e le ginocchia non devono mai superare la linea perpendicolare tra esse e la punta dei piedi. Il punto preciso a cui prestare attenzione per ottenere questo è situato quasi al centro della pianta del piede e poco dietro le dita a sinistra. Tale punto si chiama “Yongquan” ed è collegato, secondo la MTC, al rene che nel corpo umano è l’organo in cui risiede l’energia primigenia (cosidetta “prenatale”).

All’inizio della pratica del Taijiquan è quasi impossibile tener conto di tutti questi fattori contemporaneamente, quindi è bene esercitarsi a tenere il corpo eretto. Con allenamento e costanza tutto avverrà automaticamente, a volte senza neanche rendersene conto.

La corretta postura nella pratica del Taijiquan favorisce effetti benefici sulla salute (”interna” ed “esterna”) di ogni individuo, mentre il persistere nell’esatto contrario può causare spiacevoli problematiche. E’ quindi molto importante imparare bene la corretta postura del corpo.

Con un buon allenamento e tanta perseveranza è possibile superare la parte “esterna” del Taijiquan in un’anno. E’ possibile, in questa fase, percepire la circolazione del “Qi” al proprio interno, anche se non si può direzionarlo o utilizzarlo al meglio, come invece dovrebbe essere, perchè la “Jin” (forza) è troppo fisica e rigida e in questa fase si interrompe tra una parte e l’altra del corpo.

Secondo la teoria di Yin (morbidezza e cedevolezza) e Yang (durezza e rigidità), in questa fase prevale troppo la parte Yang (un buon 90%) mentre poca è la parte Yin (il 10%).

A questo livello il proprio Taijiquan non è ancora adatto allo scopo marziale.

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