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Gli esercizi del bozzolo di seta (Chan Si Gong)

I classici del Taijiquan dicono che non esiste movimento senza il Qi del bozzolo di seta (Chan Si), che deriva dai reni e che circola in tutto il corpo.

Ogni singola e minima parte del corpo beneficia e viene coinvolta nella circolazione del Qi. Migliora così la circolazione del sangue, la respirazione, la digestione e il benessere fisico in generale.

 

Nei secoli, lo stile Chen del Taijiquan ha mantenuto una forte componente tradizionale, così la pratica degli esercizi del bozzolo di seta (Chan Si Gong) è arrivata nella nostra epoca praticamente immutata.

 

Il tipico metodo di allenamento del Taijiquan è la continua ripetizione, assimilazione e perfezione delle forme (Tao Lu) così da “sedimentare” i movimenti e renderli propri, imparare lo sviluppo e la circolazione del Qi, sviluppare la sensibilità nei confronti del mondo esterno (l’avversario, .ndt;).

 

Tutto ciò non è sbagliato, ma usare solamente questo tipo di allenamento senza sperimentare ed estrinsecare e le singole tecniche singolarmente, oltre a essere molto frustrante, può rallentare considerevolmente il percorso di apprendimento del praticante (il cosidetto “Gong Fu”).

 

Se l’obiettivo è quello di sviluppare la propria abilità nelle arti marziali (e non solo, .ndt;), la pratica degli esercizi del bozzolo di seta è il sistema ideale per imparare a sviluppare qualcosa di veramente importante. Lo sviluppo dell’energia interna può essere così considerevolmente aiutato nella sua crescita.

 

L’energia del bozzolo di seta è la base del movimento interno delle forme del Taijiquan e costituisce una perfetta base per la sviluppo di un corpo forte e fluido. Infatti, capire il movimento del bozzolo di seta aiuta a rilassare e sensibilizzare il corpo. Caratteristiche queste che, nella pratica del Taijiquan sono fondamentali. La pratica di semplici esercizi, aiuta a capire i movimenti fondamentali, facilitando lo studente nell’accrescimento della propria abilità e della propria conoscenza.

 

 

Il nome “Bozzolo di seta” deriva dal tipico movimento a spirale che si compie per “avvitare” l’energia del corpo dalla terra (attraverso i piedi, le gambe, il Dan Tian e il dorso fino alle spalle e poi attraverso le braccia) fino alle mani, così come il movimento del bozzolo di seta che viene creato dal baco.

In questo senso quindi è come se il corpo torcesse se stesso (“come un asciugamano strizzato”) per emettere energia. In realtà la produzione di questo movimento, a prima vista semplice, viene finemente guidato dalla mente per la la produzione di una energia interna e fisica.

 

Negli esercizi del bozzolo di seta, le zone e i punti del corpo più interessati sono:

 

  • Il Mingmen

  • Il Dan Tian

  • La zona della cintura

  • Le anche

  • La schiena

  • Le spalle

  • Le ginocchia

  • I piedi

  • Le mani

  • I polsi

 

Questi punti e parti del corpo nella pratica sono perfettamente interconnessi e coordinati tra di loro.

 

Nella parte superiore del corpo, la spirale della cintura crea la spirale delle spalle, dei gomiti e dei polsi, mentre nella parte inferiore crea la spirale delle anche, delle ginocchia e delle caviglie.

 

I principi che regolano i movimenti dell’energia del bozzolo di seta sono principalmente tre:

 

  • La proiezione del corpo che regola la spirale dell’energia

  • La proiezione antero-posteriore del corpo

  • L’unione della spirale d’energia con la flessione antero-posteriore della spina dorsale

 

Nella maggior parte dei casi i principi che vengono applicati sono due, ma di questo poco importa. L’elemento veramente importante è infatti la connessione simultanea dell’intero corpo, così che quando una parte si muove tutto il corpo si muove. Per far questo vengono utilizzate la mente, le anche, il Qi e il Dan Tian.

 

Muovere le anche permette a tutto il corpo di muoversi in sincrono e senza sforzo. Se c’è sforzo si verifica un blocco dell’energia. In questo senso quindi è necessario rilassare il Dan Tian, perchè il punto fondamentale del passaggio di energia e proprio lì e tutte le parti del corpo sono profondamente interconnesse attraverso questo punto.

 

La pratica degli esercizi del bozzolo di seta

 

Per praticare gli esercizi del bozzolo di seta bisogna innanzitutto comprendere i principi che sottendono a questi esercizi e a questo tipo di circolazione dell’energia.

 

Nessuno all’inizio è così bravo da comprendere l’esatto percorso dell’energia del bozzolo di seta. Ragion per cui è necessario, come sempre nel Taijiquan, praticare con pazienza e dedizione.

 

Sarà quindi inutile commettere l’errore di enfatizzare eccessivamente i movimenti se alla fine l’energia interna non viene correttamente trasmessa e distribuita.

 

L’obiettivo principale degli esercizi del bozzolo di seta è l’apertura dei meridiani così da far fluire correttamente l’energia, così che il movimento non venga forzato in nessun modo.

 

Un secondo obiettivo è di muovere, come già descritto prima, il corpo in maniera inscindibile, così da poter utilizzare l’energia nei Fajing.

 

Un terzo obiettivo è di sviluppare l’adattabilità alle situazioni attraverso il rilassamento del corpo. Se l’energia non circola bene (il Qi è bloccato) e schiena e Dan Tian sono troppo tesi, non si è in grado di poter cambiare velocemente e l’equilibrio è perduto.

 

Gli esercizi del bozzolo di seta prevedono degli esercizi che conservano l’essenza delle forme del Taijiquan, semplificandone il movimento per una migliore esecuzione.

 

Gli esercizi possono essere diversi tra loro, alcuni sono dedicati al corpo, mentre altri seguono rotazioni complesse su piani orizzontali, diagonali e verticali. La loro esecuzione avviene attraverso spirali “naturali” o “contrarie” e allo stesso tempo complementari. In ogni caso ognuna di queste segue sempre i principi dello Yin e dello Yang.

 

La pratica degli esercizi del bozzolo di seta si svolge attraverso la comprensione delle dinamiche corporee, evitando l’utilizzo della sola forza muscolare, accompagnando la pratica del Taijiquan. Tuttavia il suo sviluppo ne è indipendente.

 

Sia nelle forme del Taijiquan che negli esercizi del bozzolo di seta, il movimento è regolato dagli stessi parametri:

 

  • apertura e chiusura

  • salita e discesa

  • pieno e vuoto

  • cerchio e spirale

 

Indicazioni generali per la pratica

 

  • i movimenti del corpo seguono la spirale interna e un andamento circolare nella parte più esterna;
  • tutti i movimenti devono essere eseguiti lentamente, dolcemente, con continuità ed in modo consapevole;
  • ogni movimento ha origine nell’area del Dan tiane del Mingmen e utilizza una compressione-espansione delle gambe e delle anche in modo da ottimizzare la stabilità ed il radicamento al suolo;
  • nel movimento vengono utilizzati tutti i gruppi muscolari e le articolazioni in modo coordinato e sincronizzato, utilizzando sequenze con andamento a spirale;
  • i movimenti di chiusura seguono la contrazione dall’esterno verso l’interno e quelli di apertura, o espansione, dall’interno verso l’esterno
  • la naturalezza dei movimenti è accompagnata dall’osservazione della mente attraverso una dinamica in cui la mente genera l’intenzione, l’intenzione guida l’energia e l’energia muove l’apparato muscolare e tendineo;
  • la parte superiore del corpo ed in particolare gli arti si muovono seguendo l’intera struttura corporea, coordinandosi con quella inferiore;
  • la capacità di far seguire il movimento attraverso il cambiamento interno è fondamentale per trasferire la forza dalle radici e dal centro verso la parte alta e più esterna.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [6]

Il 5° livello del Gong Fu

Questo livello di apprendimento del Taijiquan è quello riservato ai veri esperti e a chi, nel proprio cammino di apprendimento, ha saputo scoprire e fare propri tutti gli insegnamenti ricevuti e gli allenamenti seguiti.

A questo livello di conoscenza, lo studio del “cerchio” da piccolo diventa “invisibile”, cosicchè anche la forma deve essere eseguita in maniera invisibile mostrando così la profonda interiorizzazione del movimento.

Per fare questo il corpo deve essere estremamente flessibile, così come l’adattabilità ad ogni minimo cambiamento deve essere immediata e totale. La “mutazione” delle forze Yin e Yang deve quindi avvenire internamente, così da risultare invisibile fuori. Il tutto si traduce in estrema velocità e flessibilità, doti fondamentali e necessarie ad affrontare una combattimento vittorioso.

Il Qi scorre liberamente, comunicando con il cielo e la terra allo stesso modo (concetto evidentemente proprio della filosofia taoista). L’artista marziale, a questo livello, in ogni momento della propria vita agisce in equilibrio mutevole con il Taiji (concetto sempre relativo alla filosofia taoista).

Vi è un perfetto equilibrio tra Yin e Yang. Il morbido e il duro si completano a vicenda, cosicchè i movimenti risultano sempre rilassati e vitali. Ogni parte del corpo è sensibile e può essere usata con la stessa potenza esplosiva (fa jing) di un pugno.

Il rapporto stabilito con il proprio corpo e la propria mente, cosi come tra i muscoli e gli organi interni, è di perfetto equilibrio.

Il praticante ha raggiunto così il bilanciamento perfetto tra Yin e Yang (50% e 50%).

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [5]

 Il 4° livello del Gong fu

Nei livelli di conoscenza del Taijiquan precedenti, abbiamo visto come sia necessario seguire un preciso percorso (scoprire, rendere interno, perfezionare) perseverando ed impegnandosi con un duro allenamento. Nel 4° livello di conoscenza del Taijiquan, l’esperienza e la conoscenza sono già consolidati e si può andare avanti completamente soli, dato che il Qi fluisce correntemente e correttamente in tutto il corpo e la Jin è sufficiente per essere espressa verso l’esterno. A questo livello, il movimento è sincronizzato con il respiro, le forme sono ben espresse e le applicazioni marziali sono ben comprese. 

L’attenzione nell’allenamento andrà quindi spostata quasi esclusivamente verso la profonda internalizzazione del proprio Taijiquan. Ciò significa, come già detto in precedenza, che bisognerà passare dai “cerchi” grandi e medi (intendendo come “cerchi” i movimenti dell’energia interna) ai cerchi piccoli

L’allenamento potrà essere condotto idealmente contro un’avversario invisibile. Questa precisa visualizzazione, permetterà di imparare ad emettere esternamente la propria energia con una precisione molto alta. 

Oltre questo, la forma deve essere eseguita con precisione in modo che l’energia scorra fluente e senza interruzioni controllata dalla vita/bacino (commenti degli articoli precedenti sull’interpretazione “trans-culturale di questa zona del corpo). 

La veloce adattabilità del Qi (l’energia interna) e della Yi (l’intenzione cosciente) sono anch’esse qualità necessarie al raggiungimento del proprio percorso di apprendimento. 

Nel 4° livello di apprendimento del Gong Fu si ci può già considerare dei validi artisti marziali. Ragion per cui l’avversario non è più una minaccia. La sviluppata capacità di adattabilità (peraltro già acquisita, anche se in maniera minore, precedentemente) alle situazioni del combattimento, basta a neutralizzare la forza dell’avversario e a rendere invisibili le proprie azioni.

 

A questo proposito dice un classico del Taijiquan abbastanza conosciuto:

 

 

Se l’avversario è duro, trasformati e renditi morbido.
Ciò è detto “seguire”. Se l’avversario è in movimento
rimani attaccato seguendolo nella stessa direzione.
Ciò è detto “aderire”. Allora sei in contatto con l’avversario;
quando egli si sposta velocemente, ti sposti velocemente;
quando egli rallenta, rallenti, accordandoti ai suoi movimenti.

Che la sensibilità del tuo corpo sia tale
da avvertire la più piccola piuma che ti sfiora la pelle.
L’avversario non avrà modo di scoprirti o di controllarti,
sarai tu a sentirlo e a controllarlo.
Se puoi ottenere questo livello di sensibilità,
non c’è forza fisica che possa sconfiggerti.”

 

La conoscenza del Taijiquan è stata quindi acquisita. La mente, il corpo e le emozioni sono sotto il controllo della propria volontà. Dominando i propri impulsi e i propri egoismi è possibile a questo livello della conoscenza del Taijiquan, dominare completamente le proprie paure.

Quantificando l’energia Yin e Yang presente nel proprio corpo, si potrebbe teorizzare che in questo momento un praticante possiede il 40% di Yin e il 60% di Yang.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [4]

Il terzo livello del Gong Fu

Al primo livello dell’apprendimento del Taijiquan, la concentrazione deve stare più sulla postura e i movimenti di base (i cosidetti “fondamentali”), al secondo livello l’attenzione deve essere prestata principalmente alla coordinazione del corpo sia interna (Nei Dan) che esterna (Wai Dan) per far fluire liberamente il Qi (energia interna).

Al terzo livello dell’apprendimento, la “Yi” (l’intenzione cosciente) sarà l’elemento a cui bisognerà prestare maggiore attenzione.

E’ a questo punto che i movimenti dovranno trasformarsi e passare dai “cerchi grandi” ai “cerchi medi” e, infine ai “cerchi piccoli”. Per capire meglio questi concetti bisognerà approfondire bene la differenza tra movimento “esterno” e “interno”. Infatti, si definisce la grandezza del cerchio in base all’esternalità del movimento o meno e, di conseguenza, in base all’energia interna presente. Un cerchio grande sarà un movimento esterno con poca energia interna, un cerchio piccolo sarà un movimento molto interno con poca energia esterna.

Secondo uno dei classici del Taijiquan:

“La mente genera l’intenzione,
l’intenzione guida il Qi
e il Qi muove l’intero corpo”

Le abilità che bisogna aver raggiunto una volta arrivati al terzo livello del Gong Fu sono le seguenti:

  • Buona coordinazione tra movimenti esterni e interni
  • Ritmicità dei movimenti fluida e senza interruzioni e/o forzature
  • Sincronizzazione delle azioni con il respiro, forzandolo attraverso “l’intenzione” ma in maniera naturale.

Riguardo il respiro, la corretta coordinazione di quest’ultimo può portare ad una capacità di “percezione di se” molto profonda, aiutando a correggersi qualora ci fosse qualcosa di scorretto nella propria pratica.

E’ questo un livello della conoscenza del Taijiquan in cui si può andare avanti da soli, senza avere obbligatoriamente un maestro al proprio fianco. Non si corre più il rischio di andare fuori strada, ma è necessario comunque prestare attenzione a se stessi. E’ in questa fase che, forse per la prima volta, si raggiunge veramente l’integrazione tra corpo e mente.

La migliore delle scelte da fare è, sicuramente, quella di praticare un duro e continuo allenamento, cercando sempre di tenere a mente il fatto che ancora (e forse mai, .ndt) non si è arrivati alla completa conoscenza dell’arte del Taijiquan ma lunga ancora è la strada da seguire.

“Quando esegui il Taijiquan che esso sia perfetto;
non consentire alcuna imperfezione.
La forma deve essere omogenea, senza irregolarità,
e continua, senza che vi sia spazio per alcuna interruzione.

Nella forma lunga il corpo deve muoversi
come lo scorrere cadenzato dell’acqua di un fiume
o come l’avvicendarsi delle onde nell’oceano.”

Finalmente sarà possibile comprendere le applicazioni marziali della forma e avanzare nello studio del Tui Shou. Nella pratica della spinta con le mani (Tui Shou appunto) lo studente sarà adesso in grado, e contrariamente a prima, di cambiare le proprie azioni in base a quelle dell’avversario.

A questo livello dell’apprendimento si potrà iniziare anche lo studio del “Fa Jing”, ovvero le emissioni esplosive di forza, e lo studio delle armi fondamentali del Taijiquan quali spada (Jian), sciabola (dao), lancia (qiang) e alabarda (da dao).

Secondo la teoria di Yin e Yang, in questo momento, il praticante possiede un buon 30% di Yin contro il 70% di Yang.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [3]

Il secondo livello del Gong Fu

Il secondo livello del Gong Fu è caratterizzato dalla percezione del calore prodotto dal corpo durante l’esecuzione dei movimenti della sequenza (di solito si parte da una sequenza di movimenti “didattica” per poi passare gradatamente ad altre più lunghe ed articolate).

Se all’inizio della pratica il buon umore per le nuove scoperte è predominante, nel secondo livello del Gong Fu possono nascere i primi problemi. E’ questo un punto del cammino in cui, se non seguiti adeguatamente da un buon maestro, i praticanti possono sentire un livello di frustrazione abbastanza alto e addirittura abbandonare l’allenamento. Il tutto è comunque abbastanza soggettivo.

La familiarità con i movimenti dovrebbe già essere abbastanza alta, il fluire del Qi lungo i canali del corpo è abbastanza chiaro e l’energia fluisce, anche se debole, in tutto il corpo. Lo studente non è comunque ancora in grado di controllarla, quindi può sorgere qualche problema di sovraestensione della forza (quando è una parte del corpo che si muove più velocemente rispetto al resto del corpo) o di sotto estensione (l’esatto contrario). In una maniera o in un’altra, l’energia viene bloccata così da far apparire il percorso di apprendimento molto duro e difficile.

E’ necessario quindi correggere gli aspetti fondamentali del movimento, come ad esempio il rilassamento del corpo, o la postura generale, e tutto andrà meglio.

La coordinazione comincia a giocare un ruolo fondamentale per l’intera esecuzione dei movimenti. Curare i requisiti fondamentali può significare anche prestare attenzione: verso “l’esterno” al movimento coordinato di braccia e gambe, di gomiti e ginocchia, di fianchi e spalle; verso “l’interno” è necessario equilibrare “mente e cuore”, tendini e ossa ed l’energia interna con le ossa.

I principi fondamentali devono essere, a questo punto del proprio cammino di apprendimento, studiati e seguiti in maniera molto approfondita. Tutto questo non può avvenire se non allenandosi duramente nella forma, possedendo sempre una buona dose di umiltà per ricominciare ogni volta tutto dall’inizio. Può accadere in questa fase, che l’allievo senta il bisogno di doversi allenare quanto più possibile per migliorare se stesso. E’ questo il segreto per un buon Gong Fu.

Generalmente, ma ripeto che tutto è sempre soggettivo, con 4 anni di intenso allenamento si possono raggiungere dei buoni livelli di abilità. Una volta raggiunto questo punto si potranno cominciare ad apprendere il Tui Shou e le applicazioni marziali. Il proprio maestro e i propri compagni di pratica saranno qui più che fondamentali.

Nel Taijiquan la pratica della forma e il Tui Shou vanno di pari passo. Le eventuali lacune nell’apprendimento dei pricipi fondamentali saranno chiaramente visibili nell’esecuzione del Tui Shou. Ciò,contro un’avversario, sarebbe molto negativo.

Il Tui Shou prevede varie tecniche fondamentali, che sono sempre presenti nelle forme praticate:

  • Peng (parare)
  • Lui (ritirarsi ruotando)
  • Ji (premere)
  • An (spingere)

Queste quattro tecniche devono essere eseguite con la massima precisione coordinando la parte superiore e quella inferiore del corpo.

Il Taijiquan non prevede l’uso della forza per vincere l’avversario, per cui il detto “vincere quattrocento chili con cento grammi” significa che la forza esterna dell’avversario può essere efficacemente contrastata con il minimo sforzo. Al secondo livello del Gong Fu non si è ancora in grado di applicare tali principi perchè non si è ancora abbastanza “flessibili” e “adattabili” alle circostanze così da poter efficacemente reagire contro un’attacco.

Per ragionare in maniera matematica, durante la seconda fase del Gonf Fu, si possiede un buon 80% di Yang e 20% di Yin.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

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