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Lee Ying Arng – La sequenza e le applicazioni marziali dello stile Yang

Interessante perchè considerato il primo video tutorial sul Taijiquan mai girato. Questo video ha il pregio di essere veramente molto chiaro nell’esecuzione della forma e nella spiegazione delle applicazioni marziali. Basato sulla variazione dello stile Yang insegnato dalla scuola Tung. Incluso anche un metodo di allenamento del “Palmo d’acciaio” (di evidente derivazione Shaolin) che può tranquillamente essere integrato con la pratica del Taijiquan.

Parte Prima


La forma, le applicazioni marziali 

 

Parte seconda


Applicazioni marziali e allenamento del “palmo d’acciaio” Shaolin 

Gli esercizi del bozzolo di seta (Chan Si Gong)

I classici del Taijiquan dicono che non esiste movimento senza il Qi del bozzolo di seta (Chan Si), che deriva dai reni e che circola in tutto il corpo.

Ogni singola e minima parte del corpo beneficia e viene coinvolta nella circolazione del Qi. Migliora così la circolazione del sangue, la respirazione, la digestione e il benessere fisico in generale.

 

Nei secoli, lo stile Chen del Taijiquan ha mantenuto una forte componente tradizionale, così la pratica degli esercizi del bozzolo di seta (Chan Si Gong) è arrivata nella nostra epoca praticamente immutata.

 

Il tipico metodo di allenamento del Taijiquan è la continua ripetizione, assimilazione e perfezione delle forme (Tao Lu) così da “sedimentare” i movimenti e renderli propri, imparare lo sviluppo e la circolazione del Qi, sviluppare la sensibilità nei confronti del mondo esterno (l’avversario, .ndt;).

 

Tutto ciò non è sbagliato, ma usare solamente questo tipo di allenamento senza sperimentare ed estrinsecare e le singole tecniche singolarmente, oltre a essere molto frustrante, può rallentare considerevolmente il percorso di apprendimento del praticante (il cosidetto “Gong Fu”).

 

Se l’obiettivo è quello di sviluppare la propria abilità nelle arti marziali (e non solo, .ndt;), la pratica degli esercizi del bozzolo di seta è il sistema ideale per imparare a sviluppare qualcosa di veramente importante. Lo sviluppo dell’energia interna può essere così considerevolmente aiutato nella sua crescita.

 

L’energia del bozzolo di seta è la base del movimento interno delle forme del Taijiquan e costituisce una perfetta base per la sviluppo di un corpo forte e fluido. Infatti, capire il movimento del bozzolo di seta aiuta a rilassare e sensibilizzare il corpo. Caratteristiche queste che, nella pratica del Taijiquan sono fondamentali. La pratica di semplici esercizi, aiuta a capire i movimenti fondamentali, facilitando lo studente nell’accrescimento della propria abilità e della propria conoscenza.

 

 

Il nome “Bozzolo di seta” deriva dal tipico movimento a spirale che si compie per “avvitare” l’energia del corpo dalla terra (attraverso i piedi, le gambe, il Dan Tian e il dorso fino alle spalle e poi attraverso le braccia) fino alle mani, così come il movimento del bozzolo di seta che viene creato dal baco.

In questo senso quindi è come se il corpo torcesse se stesso (“come un asciugamano strizzato”) per emettere energia. In realtà la produzione di questo movimento, a prima vista semplice, viene finemente guidato dalla mente per la la produzione di una energia interna e fisica.

 

Negli esercizi del bozzolo di seta, le zone e i punti del corpo più interessati sono:

 

  • Il Mingmen

  • Il Dan Tian

  • La zona della cintura

  • Le anche

  • La schiena

  • Le spalle

  • Le ginocchia

  • I piedi

  • Le mani

  • I polsi

 

Questi punti e parti del corpo nella pratica sono perfettamente interconnessi e coordinati tra di loro.

 

Nella parte superiore del corpo, la spirale della cintura crea la spirale delle spalle, dei gomiti e dei polsi, mentre nella parte inferiore crea la spirale delle anche, delle ginocchia e delle caviglie.

 

I principi che regolano i movimenti dell’energia del bozzolo di seta sono principalmente tre:

 

  • La proiezione del corpo che regola la spirale dell’energia

  • La proiezione antero-posteriore del corpo

  • L’unione della spirale d’energia con la flessione antero-posteriore della spina dorsale

 

Nella maggior parte dei casi i principi che vengono applicati sono due, ma di questo poco importa. L’elemento veramente importante è infatti la connessione simultanea dell’intero corpo, così che quando una parte si muove tutto il corpo si muove. Per far questo vengono utilizzate la mente, le anche, il Qi e il Dan Tian.

 

Muovere le anche permette a tutto il corpo di muoversi in sincrono e senza sforzo. Se c’è sforzo si verifica un blocco dell’energia. In questo senso quindi è necessario rilassare il Dan Tian, perchè il punto fondamentale del passaggio di energia e proprio lì e tutte le parti del corpo sono profondamente interconnesse attraverso questo punto.

 

La pratica degli esercizi del bozzolo di seta

 

Per praticare gli esercizi del bozzolo di seta bisogna innanzitutto comprendere i principi che sottendono a questi esercizi e a questo tipo di circolazione dell’energia.

 

Nessuno all’inizio è così bravo da comprendere l’esatto percorso dell’energia del bozzolo di seta. Ragion per cui è necessario, come sempre nel Taijiquan, praticare con pazienza e dedizione.

 

Sarà quindi inutile commettere l’errore di enfatizzare eccessivamente i movimenti se alla fine l’energia interna non viene correttamente trasmessa e distribuita.

 

L’obiettivo principale degli esercizi del bozzolo di seta è l’apertura dei meridiani così da far fluire correttamente l’energia, così che il movimento non venga forzato in nessun modo.

 

Un secondo obiettivo è di muovere, come già descritto prima, il corpo in maniera inscindibile, così da poter utilizzare l’energia nei Fajing.

 

Un terzo obiettivo è di sviluppare l’adattabilità alle situazioni attraverso il rilassamento del corpo. Se l’energia non circola bene (il Qi è bloccato) e schiena e Dan Tian sono troppo tesi, non si è in grado di poter cambiare velocemente e l’equilibrio è perduto.

 

Gli esercizi del bozzolo di seta prevedono degli esercizi che conservano l’essenza delle forme del Taijiquan, semplificandone il movimento per una migliore esecuzione.

 

Gli esercizi possono essere diversi tra loro, alcuni sono dedicati al corpo, mentre altri seguono rotazioni complesse su piani orizzontali, diagonali e verticali. La loro esecuzione avviene attraverso spirali “naturali” o “contrarie” e allo stesso tempo complementari. In ogni caso ognuna di queste segue sempre i principi dello Yin e dello Yang.

 

La pratica degli esercizi del bozzolo di seta si svolge attraverso la comprensione delle dinamiche corporee, evitando l’utilizzo della sola forza muscolare, accompagnando la pratica del Taijiquan. Tuttavia il suo sviluppo ne è indipendente.

 

Sia nelle forme del Taijiquan che negli esercizi del bozzolo di seta, il movimento è regolato dagli stessi parametri:

 

  • apertura e chiusura

  • salita e discesa

  • pieno e vuoto

  • cerchio e spirale

 

Indicazioni generali per la pratica

 

  • i movimenti del corpo seguono la spirale interna e un andamento circolare nella parte più esterna;
  • tutti i movimenti devono essere eseguiti lentamente, dolcemente, con continuità ed in modo consapevole;
  • ogni movimento ha origine nell’area del Dan tiane del Mingmen e utilizza una compressione-espansione delle gambe e delle anche in modo da ottimizzare la stabilità ed il radicamento al suolo;
  • nel movimento vengono utilizzati tutti i gruppi muscolari e le articolazioni in modo coordinato e sincronizzato, utilizzando sequenze con andamento a spirale;
  • i movimenti di chiusura seguono la contrazione dall’esterno verso l’interno e quelli di apertura, o espansione, dall’interno verso l’esterno
  • la naturalezza dei movimenti è accompagnata dall’osservazione della mente attraverso una dinamica in cui la mente genera l’intenzione, l’intenzione guida l’energia e l’energia muove l’apparato muscolare e tendineo;
  • la parte superiore del corpo ed in particolare gli arti si muovono seguendo l’intera struttura corporea, coordinandosi con quella inferiore;
  • la capacità di far seguire il movimento attraverso il cambiamento interno è fondamentale per trasferire la forza dalle radici e dal centro verso la parte alta e più esterna.

Armi del Taijiquan e Teoria dei 5 Movimenti (Wuxing)

L’allenamento e la pratica delle armi fa parte da sempre della tradizione del Taijiquan. Molte sono le armi usate nelle varie scuole di Taijiquan, ma generalmente quattro di esse sono considerate le principali: il bastone lungo (Gun), la lancia (Qiang), la sciabola (Dao) e la spada (Jian)

In particolare, per i motivi che vedremo dopo, la spada Jian è considerata l’arma “nobile” per eccellenza, considerazione condivisa anche da guerrieri di altre epoche e paesi, basti pensare ai Cavalieri medievali europei o ai Samurai giapponesi.

Come dice Chang Dsu Yao a proposito di un detto tradizionale: “Dapprima è l’uomo che muove l’arma, poi arma e uomo diventano uniti, infine è l’arma che muove l’uomo”, e ciò sottolinea l’intima unione che la pratica dell’arma crea tra praticante e arma stessa. L’energia del praticante deve a poco a poco fluire attraverso l’arma, come se essa fosse un prolungamento del proprio corpo, e la zona di unione tra il corpo e l’arma (le mani) una ulteriore articolazione del corpo.

Ogni arma allena le abilità del praticante in modo diverso, e l’insieme della pratica delle armi costituisce di per sé un metodo di sviluppo fisico, muscolare e di coordinazione e scioltezza, completo.

Le armi, insieme alle “mani nude”, o il “pugno” del Taijiquan, sono in relazione al modello dei “Cinque Movimenti”, (o “Cinque Elementi”, “Wuxing”) della Cosmologia e Medicina Tradizionale Cinese. In particolare, le relazioni sono le seguenti: 

  • Bastone lungo – Legno
  • Lancia – Fuoco
  • Mani nude (pugno) – Terra
  • Sciabola – Metallo
  • Spada – Acqua

Le leggi che regolano le relazioni tra i Cinque Movimenti suggeriscono interessanti spunti di riflessione sul pensiero analogico tipicamente cinese applicato alle arti marziali. La Terra è il luogo in cui tutte le cose si manifestano, è il luogo dove inizia la pratica e si percorre la “via”, cosi’ la pratica inizia a mani nude.

Se prendiamo in considerazione il ciclo di controllo dei Wuxing, vedremo che la Lancia può battere la Sciabola (il Fuoco domina il Metallo sciogliendolo), che la Sciabola può battere il Bastone lungo (il Metallo domina il Legno tagliandolo), che la Spada può battere la Lancia (l’Acqua domina il fuoco spegnendolo). Inoltre, vediamo anche che il Bastone lungo può battere chi è disarmato (il Legno domina la Terra esaurendola), ma che le mani nude possono battere la Spada (la Terra domina l’Acqua assorbendola). Quindi, se è vero che il Bastone lungo può battere le mani nude (potrei aggiungere se il praticante è all’inizio della pratica), d’altra parte le mani nude sono in grado di battere l’arma principe del Taijiquan, la Spada, quando il livello raggiunto è quello della maestria e padronanza dell’Arte. In conclusione, chi è in possesso di un’arma ha un vantaggio su chi è disarmato, a meno che però chi è disarmato non abbia raggiunto un alto e completo livello di pratica.

I cinque movimenti (o elementi) 

(tratto dal libro “Zhineng Qigong, manuale completo di teoria e pratica di Qigong” di Vito Marino e Ramon Testa, Nuova Ipsa Editore, Palermo 2007, per concessione degli Autori)  

Nell’antichità i Cinesi, guardando il mondo esterno, osservarono che il nostro universo é composto da cinque categorie di fenomeni, e li chiamarono Legno (mu), Fuoco (huo), Terra (tu), Metallo (jin), Acqua (shui).

In particolare, i primi pianeti conosciuti furono Venere, Saturno, Marte, Mercurio e Giove, poiché sono i cinque pianeti che si possono osservare ad occhio nudo. E i Cinesi notarono che ciascuno dei cinque pianeti presentava una certa sfumatura di colore. Così, Marte è chiamato dai Cinesi “Stella del fuoco”, perché é rosso, Mercurio “Stella dell’acqua”, essendo scuro, Venere é “Stella del metallo” perché e molto brillante, “bianca”, Saturno la “Stella della terra” avendo una sfumatura giallo-arancio, Giove la “Stella del legno” avendo una tonalità verde-bluastra. 

La teoria dei cinque movimenti, così come è ora conosciuta, si riferisce a cinque categorie di fenomeni naturali, e dice che tutti i fenomeni nell’universo corrispondono, riguardo alla loro natura, rispettivamente al Legno, al Fuoco, alla Terra, al Metallo o all’Acqua

Il carattere del legno è crescere e fiorire, il carattere del fuoco e di essere caldo e bruciare, il carattere della terra è di permettere la nascita di tutte le cose, il carattere del metallo è di discendere e di essere chiaro, e il carattere dell’acqua è di essere fredda e di fluire verso il basso. 

Il “movimento” dell’energia del Legno è quello di andare da un punto verso l’esterno, come un albero che spinge verso l’esterno i propri rami e le foglie. Tutto ciò che ha questo tipo di movimento, “appartiene” al movimento legno. L’organo del corpo umano che ha una qualità energetica Legno è il fegato. Al Legno, alle piante in germoglio, è quindi associato l’Est, la primavera, il vento, il colore verde, il sorgere del sole, la primavera, la nascita, l’inizio dell’anno cinese, l’alba.  

Il movimento Fuoco va sempre verso l’alto, quindi per deduzione tutto ciò che ha rapporto con il Fuoco come il calore, il colore rosso, il cuore, il sud, l’allegria e l’euforia, corrisponde al movimento fuoco. All’umore allegro e all’euforia. Al Fuoco è quindi associato il Sud, il punto di massimo calore e luce, l’estate e il mezzogiorno, il rosso, è la fase di massima espansione dell’energia.  

Il movimento del Metallo è centripeto, tutti i movimenti di interiorizzazione, che dall’esterno convergono in un punto, hanno la qualità energetica del Metallo. Il Bianco é il colore del Metallo, il punto cardinale è l’ovest, la sua stagione è l’autunno. Al Metallo è quindi associato l’Ovest, il tramonto, l’autunno, il declino.  Anche la secchezza è in relazione con il movimento Metallo e il polmone. 

L’Acqua ha la natura di scendere verso il basso, di infiltrarsi e di ristagnare. L’Acqua é il nord, l’inverno, il freddo e il nero (le tonilità scure); All’Acqua è quindi associato il freddo, il Nord, l’inverno, la mezzanotte, il nero, il riposo e la quiete prima della ripresa dell’attività.

La natura del movimento Terra è di trasformare, di trasmutare. La Terra dà il nutrimento all’essere umano; tutti i cereali vengono dalla Terra, ma anche gli animali in quanto si nutrono dei prodotti della Terra. La Terra dà nutrimento a tutti gli elementi. Nel corpo umano l’organo che rappresenta l’attività di nutrimento in MTC é la milza, in collaborazione con lo stomaco. Alla Terra è quindi associato l’umidità, il centro, il giallo e l’arancio, il passaggio tra una stagione e la successiva ma anche la fine dell’estate. 

Leggi dei cinque movimenti

Le relazioni tra i cinque movimenti sono rette da quattro leggi, le prime due, la legge di “produzione” o “generazione” e la legge di “controllo”, valgono in fisiologia, e rappresentano il modo in cui ogni organismo si autoregola, le altre due, la legge di “superinibizione” e la legge di “controinibizione”, si manifestano in caso di sregolazione dell’equilibrio omeostatico.

Legge di produzione, o ciclo di generazione (“Sheng”)

Il legno produce, genera il fuoco, il fuoco produce la terra, la terra produce il metallo, il metallo produce l’acqua, l’acqua produce il legno. Così ogni elemento produce il successivo ed è prodotto dal precedente. … Per esempio, la primavera (Legno) genera l’estate, l’estate (Fuoco) genera la fine dell’estate, la fine dell’estate (Terra) genera l’autunno, l’autunno (Metallo) genera l’inverno, l’inverno (Acqua) genera la primavera e il ciclo ricomincia. 

Legge di controllo, o ciclo di inibizione (“Ke”)

Il legno controlla, inibisce la terra, la terra controlla l’acqua, l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno. Così, ogni elemento controlla ed è controllato; ed è la combinazione tra produzione e controllo che mantiene l’equilibrio di tutte le cose e gli essere.  

Per esempio il legno controlla la terra, ma la terra è prodotta dal fuoco; il fuoco è controllato dall’acqua, ma è prodotto dal legno, la terra riesce a controllare l’acqua dei fiumi durante una loro piena … ma a sua volta l’acqua riesce a controllare il fuoco spegnendolo, il fuoco controlla il metallo essendo in grado di scioglierlo, il metallo può tagliare il legno (controllo).

Cinque elementi

per questo articolo: Vito Marino, www.studioadelasia.it

Wŭ Bāduànjĭn (Otto Broccati del Soldato)

Wu baduanjin

L’ideogramma “” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jĭn” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), quindi broccato, anche bello, glorioso. L’insieme Bāduànjĭn si può quindi tradurre con “otto pezzi di broccato (o preziosi)”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi”.

Bāduànjĭn sono una serie di otto esercizi di qìgōng il cui scopo è soprattutto quello di tonificare il qì; per questa peculiarità  vengono praticati in molte scuole di arti marziali ma anche in molte scuole di qìgōng medico. Vengono eseguiti lo stesso numero di volte ogni esercizio.

E’ una sequenza adatta anche per “stirare” i meridiani e favorirne la libera circolazione in qì e del sangue. Equilibra l’energia negli organi interni ed elimina la tensione nervosa ed emotiva. Vi sono diverse sequenze di Bāduànjĭn, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante, adulto, bambino, anziano, sano o malato. Gli esercizi che la compongono possono essere praticati uno o più per volta, o tutti insieme in un’unica sequenza.

Origine della tecnica

L’origine di questa serie di esercizi risale all’epoca della dinastia dei Sòng Meridionali (1127–1279), in quanto in vari testi di quell’epoca, di cui alcuni facenti parte del “Canone Taoista”, se trovano numerose tracce, sebbene possa derivare da più antiche tecniche del periodo degli Stati Combattenti (720-221 a.C.). Verso la fine della dinastia Sòng Meridionali un’opera ne parla in un intero capitolo, chiamato proprio  “Bāduànjĭn”. Nel corso dello sviluppo della tecnica i Bāduànjĭn si differenziarono in varianti della scuola del Nord e della scuola del Sud. La scuola del Nord, chiamata anche “Scuola Yuè Fèi”, dal nome del fondatore, il generale Yuè Fèi, è caratterizzata da una pratica più complicata e basata su esercizi vigorosi. Molti degli Otto Broccati di questa scuola si praticano nella “posizione del cavaliere”, “mǎbù”.

Per tutti questi motivi i “Bāduànjĭn” al Nord vengono chiamati anche “Wŭ Bāduànjĭn”, ovvero “gli Otto Broccati del Soldato” (il carattere Wŭ, vedi sopra, indica in basso a sinistra “stop”, “fermare”, in alto e a destra “lance degli invasori”, quindi “militare”, “soldato”).

Secondo la tradizione, la scuola del Sud ebbe come fondatore un letterato esperto di tecniche di lunga vita, Liáo Shìcháng. In questa serie il grado di difficoltà di apprendimento e pratica non è alto, in quanto le posizioni e i movimenti prediligono la morbidezza e la flessibilità, e sono inoltre più alte. Per tutti questi motivi i Bāduànjĭn del Sud sono anche chiamati “Wén Bāduànjĭn”, ossia “gli Otto Broccati del Letterato” ( “wen” significa “linee interconnesse”, “scritto”, “scrivere”, “linguaggio”, ”cultura”, “colto”, “raffinato”, “letterato”). Gli stili del Sud svilupparono delle pratiche in posizione seduta, “Zuòshì Bāduànjĭn”, o “gli Otto Broccati nella Posizione Seduta”), mentre i “Wén Bāduànjĭn” presero il nome di “Lì Bāduànjĭn” ovvero “gli Otto Broccati in Piedi”. Un ulteriore sviluppo portò a dodici il numero degli esercizi da seduti, che oggi infatti vengono chiamati “Shíèr duànjĭn” cioè “i Dodici Broccati”.

“Estratto della relazione “Wu Baduanjin, gli Otto Broccati del soldato”, tenuta da Vito Marino e Riccardo Lombardo al IV° Congresso FISTQ e VI° Congresso CITeS, svoltosi nei giorni 6-7-8 Ottobre 2006 a Palermo.”

Bibliografia:

  • Filosa C., Comunicazione personale.
  • Leung K., Schifani G., Dispense del Corso biennale di Qìgōng dell’Associazione Qì, Palermo, 1992-1994, Policopie.
  • Zhào X., Gatti F., Dizionario compatto Cinese Italiano Italiano cinese e conversazioni, Zanichelli, Bologna, 1996

La pratica del Bāduànjĭn (Otto Pezzi di Broccato)

 

Ideogrammi per Baduanjin 

L’ideogramma “” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jĭn” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), quindi broccato, anche bello, glorioso.
L’insieme Bāduànjĭn si può quindi tradurre con “otto pezzi di broccato (o preziosi)”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi”.

Generalità

L’ideogramma Ba Duan Jing significa: otto pezzi preziosi, sono infatti una serie di otto esercizi che servono ad aumentare l’energia; e per questa peculiarità vengono praticati in molte scuole di arti marziali. Si possono praticare nella sequenza sotto esposta per aumentare l’energia o selezionando gli esercizi specifici a scopo terapeutico. Vengono eseguiti lo stesso numero di volte, all’inizio nove volte per esercizio, utilizzando i multipli di nove con la pratica.
E’ adatta per stirare i meridiani e sbloccare tutti i percorsi dell’energia (qi) all’interno dell’organismo umano. Equilibra l’energia in tutti gli organi interni ed elimina ogni tipo di tensione nervosa o emotiva. Può essere praticata in modi differenti, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante (bambino, anziano, sano o malato). Gli esercizi che la compongono possono essere fatti uno per volta o tutti insieme, uno di seguito all’altro separatamente, o uniti in un’unica sequenza. Qui li analizziamo singolarmente per poterli meglio comprendere dal punto di vista terapeutico e funzionale.
 

Entrambe le Mani Sostengono il Cielo (o Toccare il cielo con le mani)Shuāng Shŏu Duó Tiān

Con questo esercizio si comincia la serie degli otto broccati. In posizione eretta con i talloni possibilmente uniti o con le gambe aperte alla larghezza delle spalle e con le braccia distese in maniera naturale lungo l’asse del corpo, si aprono le braccia lateralmente e inspirando si portano sopra la testa incrociando le dita. Continuando l’inspirazione si voltano le mani mettendole con il dorso rivolto verso la testa e, mantenendo le dita incrociate, si distendono le braccia verso l’alto alzandosi sui talloni e distendendosi immaginando di toccare il cielo. Si separano le mani fra loro e inspirando si portano in basso lateralmente al corpo riabbassando i talloni lino a poggiare piedi interamente per terra.
La respirazione dovrà essere naturale in tutte le fasi dell’esercizio. Con questo esercizio è come se durante a prima fase del movimento ci si aprisse per captare l’energia, e durante la seconda fase è come se ci si richiudesse. facendo entrare tutta l’energia captata dentro il corpo. Questo esercizio attiva lo scorrimento dei liquidi, tonifica il tronco, migliora il tono degli arti superiori, la pesantezza alle gambe con caviglie gonfie e ritenzione idrica; il ventre gonfio da cattiva circolazione dei liquidi.

Tendere l’Arco a Sinistra e a DestraZuŏ Yòu Kāi Gōng

La posizione di partenza è quella del cavallo. Lo sguardo è rivolto davanti al vostro corpo che si mantiene in posizione eretta. Le mani, con i pugni chiusi si trovano poggiate sui fianchi. Da questa posizione si portano le mani davanti il corpo incrociando le braccia mentre si spostano all’altezza delle spalle, ponendo il braccio sinistro all’interno. A questo punto si comincia l’inspirazione distendendo il braccio sinistro come se si impugnasse un arco, mantenendo la mano aperta e unendo il pollice e l’indice. Il braccio destro, contemporaneamente, si sposta verso destra all’altezza della spalla con il pugno chiuso come se tirasse la corda dell’arco. Il braccio dovrà spostarsi vicino al petto, e dovrà mantenersi dritto in linea con il corpo. La testa girerà lentamente verso sinistra accompagnando il movimento. Durante l’esercizio bisogna visualizzare di mirare a un bersaglio molto lontano e di tirare con l’arco la freccia. Quando la fase di estensione è stata completata e terminata anche l’inspirazione, comincia lentamente, con uno sforzo che progressivamente decresce, la fase di espirazione, durante la quale si raggiunge la posizione con le braccia incrociate davanti al corpo in cui entrambe le mani hanno di nuovo i pugni chiusi. Da questa posizione si portano nuovamente i pugni ai fianchi e si ripete il movimento a destra per completare esercizio. Questo esercizio migliora la circolazione dei liquidi della parte superiore del corpo, è utile per tutti i problemi respiratori, enfisema, bronchite cronica, asma allergica, dispnea da sforzo.

Una mano spinge il cielo e l’altra tocca la terraZhù Beì Dú Lì

Con i talloni possibilmente uniti e il corpo dritto con le braccia distese lungo il suo asse, si alza lentamente il braccio sinistro e lo si porta, con il palmo della mano rivolto in alto sopra la testa. Contemporaneamente la mano destra si solleverà un poco mantenendosi lateralmente al corpo con il braccio piegato e il palmo della mano rivolto verso il basso.
Durante questa fase inizia l’inspirazione in maniera naturale, e prosegue distendendo le braccia una verso alto a toccare il cielo, e una verso il basso a toccare la terra.
I talloni dovranno rimanere poggiati per terra.
Espirando lentamente il braccio sinistro scende fino a ritornare alla posizione di partenza e la mano destra, rilassata, riprenderà la sua posizione naturale.
L’esercizio si considera completo quando è eseguito da entrambi i lati.
Questo esercizio tonifica gli organi della digestione, milza e stomaco secondo la MTC.

Guardare la Luna alle Proprie SpalleZuò Yuè Hòu Zhào

Il quarto esercizio è molto semplice: bisogna restare immobili e, inspirando molto lentamente, portare la testa lateralmente a sinistra. Espirando la testa viene riportata al centro. Durante il movimento bisogna immaginare di essere una cicogna e di fare ruotare completamente la testa così da potere guardare dietro il collo. Questo esercizio va molto bene per lutti i problemi cervicali e in genere per tutte le malattie croniche perché mette in movimento e attiva lo yang della cerniera cervicale.

Dondolare e Muovere la Vita e la CodaYāo Dŏu Băi Wĕi

In questo esercizio siamo nella posizione del cavaliere: le nostre mani si trovano appoggiate sulle cosce, con i pollici rivolti verso l’esterno e le altre dita verso l’interno.
Il busto è mantenuto inclinato in avanti e si muove lateralmente a sinistra facendo dei cerchi prima in un senso e poi nell’altro. Successivamente si ripete questo movimento dall’altro lato. Questo esercizio calma “lo yang del cuore e del fegato”, agisce cioè su agitazione e ansia.

Chinarsi per Rinforzare la Schiena e i LombiJiàn Hòu Wān Yāo

La posizione di partenza è quella dell’esercizio toccare il cielo con le mani, quindi con i talloni possibilmente uniti e le braccia distese lungo l’asse longitudinale del corpo. Inspirando si sollevano lateralmente le braccia verso l’alto;a questo punto inizia l’espirazione che accompagna il movimento di discesa che viene fatto oltre che dalle braccia anche dal tronco, fino a quando le mani non arrivano in prossimità dei piedi o li toccano.
Inspirando si solleva il corpo e, portando le mani sulla zona lombare, ci si inarca leggermente verso dietro. Questo movimento tonifica i Reni, l’apparato urinario, migliora la libido, rinforza la zona lombare.

Colpire a Sinistra e a Destra con lo Sguardo attentoZuŏ Yòu Fáng Dă

La postura di partenza è quella del cavallo e le mani con i pugni chiusi si trovano entrambe lungo i fianchi. Da questa posizione espirando si porta il pugno velocemente verso avanti ruotandolo come per colpire. Durante il movimento si dovranno aprire bene gli occhi.
Questo esercizio serve per aumentare la forza e calma “il fegato”, cioè la tendenza alla irritabilità, migliorando l’adattabilità allo stress.
N.B. : Durante la sua esecuzione è opportuno evitare di guardare il colore rosso perché in questo caso anziché aumentare la forza si aumenta l’irritabilità, l’irascibilità.

Muoversi facendo Sobbalzare il DorsoYū Zhù Jĭ Diān

Con i piedi uniti, alzate i talloni e fateli tremare con un movimento dall’allo verso il basso corto e veloce. Dovete sentire la vibrazione che sale dalle gambe fino alle cosce e poi fino al dorso, lungo la colonna vertebrale. Questo esercizio, che chiude la sede degli Otto Broccati, rilassa il corpo e mette in circolazione tutta l’energia prodotta all’interno della sequenza.

Risorse:

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