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Il “Chen Shi Taijiquan Tu shuo” di Chen Xin

Del “Chen Shi Taijiquan Tushuo” di Chen Xin, detto anche “Trattato illustrato del Taijiquan della famiglia Chen“, ne abbiamo già parlato in articoli precedenti, parlandone direttamente o indirettamente, ma non sono mai riuscito a trovare la versione digitale completa. Nel libro “Taijiquan tecnica di lunga vita” di Catherine Despeux abbiamo anche recensito una sezione totalmente dedicata, con illustrazioni e commenti (in lingua italiana, .ndt).

Vagando (come al solito, .ndt) per la rete, ho trovato questo file che, a quanto pare è la versione completa (4 volumi) del “Chen Shi Taijiquan Tushuo” di Chen Xin, a lungo tempo considerato la “bibbia del Taijiquan” dello stile Chen che descrive specificatamente la scuola Xiaojia, la piccola struttura dello stile Chen, direttamente derivante dal Pao Chui originario della famiglia Chen.

Il “Chen Shi Taijiquan Tushuo” è un documento di straordinaria importanza che descrive dettagliatamente tutte le tecniche di base e i principi, nonchè la teoria, alla base dello stile Chen. Pubblicato all’inizio del 20° secolo è, ancora oggi, il testo storico di riferimento della scuola Chen Xiaojia.

Manuale Illustrato dell’Essenza del Bozzolo di Seta del Taijiquan

Soltanto dopo aver letto della illustrazione circolare del Taiji negli antichi classici, ho realizzato che per praticare il Taijiquan uno deve comprendere l’essenza del bozzolo di seta. Il bozzolo di seta è un metodo di muovere il Qi Centrale (Zhong qi).  Se non è compreso, allora neanche la boxe è compresa.

Il primo cammino bianco e cammino nero sono come il Taiji Yin e Yang esistenti nel Wuji (infinito).

Il secondo cammino bianco e cammino nero sono come il Taiji che da vita a due Yi; Questi due Yi sono Yin e Yang, per esempio Cielo e Terra. 

Il terzo cammino bianco e cammino nero sono come il Qi dello Yin, Yang e Wuxing (cinque elementi) che ogni uomo ha e di cui necessita per vivere. 

Il quarto cammino bianco è quello che Mengzi chiamò Spirito Nobile (Haoran zhi Qi); il cammino nero è lo spririto animale dell’uomo (Xue Qi, letteralmente Qi Sangue) che, se congiunto a Moralità e Giustizia (Daovi), diviene Spirito di Virtù (Zheng Qi, letteralmente Qi Retto) es. Spirito Nobile. 

Il quinto cammino bianco è la Mente del Dao (Dao Xin), ciò che governa il Qi.  Il Qi non si può muovere senza il Principio (Li), questo principio è nel Carattere di ognuno (Xing).  Il cammino nero è la Mente Umana (Ren Xin), che i saggi e gli uomini virtuosi chiamarono Mente Personale (Si Xin).  Il punto bianco interno è il Pensiero Moderato (Ke Nian), mentre il punto nero è il Pensiero Ambiguo (Wang Nian).

Soltanto i Santi sono in grado di mantenere Pensieri Moderati e liberarsi dei Pensieri Ambigui.  I Pensieri Ambigui sono ciò che Gaozi chiamò nutrire desiderio sessuale (Si Se Xing).  Tutti gli umani li hanno.  Se un uomo potesse liberarsi di questi pensieri egoistici a tal punto che essi non apparissero più, allora egli sarebbe di pura natura celeste (es. di pura natura primordiale). (Se uno fosse) di pura natura celeste, allora durante la pratica della boxe si muoverebbe seguendo il Mistero della Natura (Tianji), naturalmente, vividamente, la forma originale del Taiji sarebbe spontaneamente rivelata nel mio corpo.

I tre grandi cerchi esterni promuovono lo Yin e lo Yang fin dalle loro origini;  i tre cerchi interni esprimono ciò che governa lo Yin e lo Yang.  Tre cerchi interni, ovvero ciò che un uomo riceve, sono tutti nel terzo cerchio, e originariamente non vi era alcuna necessità di descrivere altri cerchi.  (Comunque poiché io) ero preoccupato (che le persone) praticassero la boxe senza comprendere il principio del governo del Qi, sicchè doveva essere descritta un’altra immagine, e (io sperimentalmente) la descrissi per facilitare la comprensione. 

La cosa importante è che i tre cerchi interni sono tutti nel contesto del terzo cerchio, il terzo cerchio è all’interno del secondo, il secondo è all’interno del primo. Questo disegno illustra in modo particolare il cuore del custodire la vita (Wei Sheng), formula meravigliosa del ritorno del Qi (Huan Qi).

Se uno è esperto nel muovere il Qi (Yun Qi), solo allora uno può proteggere la propria vita; se uno sa proteggere la propria vita, allora c’è il supporto per la Restaurazione del proprio Carattere (Fu Xing), e il Qi può contare su (questo).

Tale Taiji Boxe è uno studio benefico per corpo (Shen) e mente (Xin), carattere (Xing) e vita (Ming). I saggi dicono che coltivare il proprio carattere morale risiede nella Restaurazione del Carattere, ciò significa che proteggere la vita e muovere il Qi sono il cuore della coltivazione del proprio carattere morale e della sua restaurazione. (Io) non so (se ciò sia) corretto o no, per il momento essendo (io diedi) spiegazione illustrata  per renderla più divertente. 

Figura dal “Manuale illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” di Chen Xin dimostrante la relazione tra Taiji e Chansijing (Essenza del Bozzolo di Seta)

Figura dal “Manuale illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” di Chen Xin dimostrante la relazione tra Taiji e Chansijing (Essenza del Bozzolo di Seta)

 

Le parole nel secondo cerchio interno (fuori dal piccolo simbolo Yin-Yang) sono: Ke Nian ( Pensiero Moderato ; sulla destra), Wang Nian ( Pensiro Ambiguo; sulla sinistra), Si Nian (Pensiero Personale); poi, seguendo la spirale, ci sono: Bilu Haoran zhi Qi (Cammino Bianco Spirito Nobile), Heilu ji Xue Qi ( Cammino Nero è lo Spirito Animale), Rensheng zhi Yinyang (lo Yin e lo Yang della Vita Umana), Tiandi Yinyang (Yin e Yang del Cielo e della Terra), Taiji zhi Yinyang (Yin e Yang del Taiji).

Traduzione dal cinese all’inglese a cura di Jarek Szymanski. Traduzione dall’inglese all’italiano a cura di Ivana Vinci.

 

 

 

I classici del Taijiquan – 4 poesie sullo svolgere il bozzolo di seta

ANTICA POESIA DI SETTE CARATTERI (IDEOGRAMMI)

Nel movimento lo Yang nasce, l’immobilità e nello Yin, movimento ed immobilità combinati sono la radice.

Senza dubbio troverete gioia nella rotondità, e vedrete la Verità del Paradiso attraverso rotazioni e movimenti circolari eseguiti secondo volontà.

SECONDA POESIA

Yin e Yang non hanno inizio nè fine, la creazione è nel venire e nell’andare, nel piegare (Qu) e nell’estendere (Shen).
Considerate attentamente questa informazione, muovete il Principio Vitale in rotazioni complete eseguite senza limitazione.

TERZA POESIA

In un dato momento è chiaro in uno non lo è, chiudere (He), aprire (Pi), rimanere in un posto (Lai), strappare (Si), sollevare (Ti) sono collegati;

Molti momenti di ignoranza devono trascorrere prima che il Principio diverrà chiaro, ma con una ispirazione improvvisa diverrà (chiaro come) vetro.

ANTICA POESIA DI 5 CARATTERI (ideogrammi) (5 ideogrammi per rigo)

Il Principio non ha confini, ma le sue sorgenti sono (anche) nelle (piccole) formiche.

Non spiate il giardino per tre anni, abbiate una sola volontà e spirito concentrato.

E’ necessario studiare con un buon maestro, e anche frequentare saggi amici.

Seguite le regole in dettaglio, e un piccolo raggio di comprensione apparirà.

Il livello seguente è più profondo di quello precedente, il significato nel contesto dei livelli è senza confini.

L’aprire (Kai) è connesso con il chiudere (He), aperture e chiusure si alternano in ordine.

Talvolta uno è guidato alla vittoria, e non può smettere di praticare anche se volesse.

Tempo, studio e sforzi fino all’estremo, e le vostre abilità cresceranno ogni giorno.

Solo se non c’è ostacolo, comprenderete immediatamente il Grande Vuoto.

Traduzione a cura di Ivana Vinci. Originariamente tratto dall’articolo “Excerpts from ‘Illustrated Explanation of Chen Family Taijiquan’ by Chen Xin”; © J.Szymanski. Versione inglese pubblicata sul sito China from Inside all’indirizzo http://www.chinafrominside.com/ma/taiji/chenxin.html

Seminari di Taijiquan Chen Xiaojia- Aprile/Maggio 2008

I prossimi seminari di Taijiquan Chen Xiaojia con i maestri Vito Marino e Riccardo Lombardo, presso la palestra Bodyline di Paceco (Trapani), si terranno nelle seguenti date:

  • 20 aprile 2008 con il maestro Riccardo Lombardo
  • 25 maggio 2008 con il maestro Vito Marino

Per maggiori informazioni sarà possibile contattare la palestra Bodyline di Paceco (Trapani) telefonando allo 0923- 526017

Wŭ Bāduànjĭn (Otto Broccati del Soldato)

Wu baduanjin

L’ideogramma “” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jĭn” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), quindi broccato, anche bello, glorioso. L’insieme Bāduànjĭn si può quindi tradurre con “otto pezzi di broccato (o preziosi)”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi”.

Bāduànjĭn sono una serie di otto esercizi di qìgōng il cui scopo è soprattutto quello di tonificare il qì; per questa peculiarità  vengono praticati in molte scuole di arti marziali ma anche in molte scuole di qìgōng medico. Vengono eseguiti lo stesso numero di volte ogni esercizio.

E’ una sequenza adatta anche per “stirare” i meridiani e favorirne la libera circolazione in qì e del sangue. Equilibra l’energia negli organi interni ed elimina la tensione nervosa ed emotiva. Vi sono diverse sequenze di Bāduànjĭn, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante, adulto, bambino, anziano, sano o malato. Gli esercizi che la compongono possono essere praticati uno o più per volta, o tutti insieme in un’unica sequenza.

Origine della tecnica

L’origine di questa serie di esercizi risale all’epoca della dinastia dei Sòng Meridionali (1127–1279), in quanto in vari testi di quell’epoca, di cui alcuni facenti parte del “Canone Taoista”, se trovano numerose tracce, sebbene possa derivare da più antiche tecniche del periodo degli Stati Combattenti (720-221 a.C.). Verso la fine della dinastia Sòng Meridionali un’opera ne parla in un intero capitolo, chiamato proprio  “Bāduànjĭn”. Nel corso dello sviluppo della tecnica i Bāduànjĭn si differenziarono in varianti della scuola del Nord e della scuola del Sud. La scuola del Nord, chiamata anche “Scuola Yuè Fèi”, dal nome del fondatore, il generale Yuè Fèi, è caratterizzata da una pratica più complicata e basata su esercizi vigorosi. Molti degli Otto Broccati di questa scuola si praticano nella “posizione del cavaliere”, “mǎbù”.

Per tutti questi motivi i “Bāduànjĭn” al Nord vengono chiamati anche “Wŭ Bāduànjĭn”, ovvero “gli Otto Broccati del Soldato” (il carattere Wŭ, vedi sopra, indica in basso a sinistra “stop”, “fermare”, in alto e a destra “lance degli invasori”, quindi “militare”, “soldato”).

Secondo la tradizione, la scuola del Sud ebbe come fondatore un letterato esperto di tecniche di lunga vita, Liáo Shìcháng. In questa serie il grado di difficoltà di apprendimento e pratica non è alto, in quanto le posizioni e i movimenti prediligono la morbidezza e la flessibilità, e sono inoltre più alte. Per tutti questi motivi i Bāduànjĭn del Sud sono anche chiamati “Wén Bāduànjĭn”, ossia “gli Otto Broccati del Letterato” ( “wen” significa “linee interconnesse”, “scritto”, “scrivere”, “linguaggio”, ”cultura”, “colto”, “raffinato”, “letterato”). Gli stili del Sud svilupparono delle pratiche in posizione seduta, “Zuòshì Bāduànjĭn”, o “gli Otto Broccati nella Posizione Seduta”), mentre i “Wén Bāduànjĭn” presero il nome di “Lì Bāduànjĭn” ovvero “gli Otto Broccati in Piedi”. Un ulteriore sviluppo portò a dodici il numero degli esercizi da seduti, che oggi infatti vengono chiamati “Shíèr duànjĭn” cioè “i Dodici Broccati”.

“Estratto della relazione “Wu Baduanjin, gli Otto Broccati del soldato”, tenuta da Vito Marino e Riccardo Lombardo al IV° Congresso FISTQ e VI° Congresso CITeS, svoltosi nei giorni 6-7-8 Ottobre 2006 a Palermo.”

Bibliografia:

  • Filosa C., Comunicazione personale.
  • Leung K., Schifani G., Dispense del Corso biennale di Qìgōng dell’Associazione Qì, Palermo, 1992-1994, Policopie.
  • Zhào X., Gatti F., Dizionario compatto Cinese Italiano Italiano cinese e conversazioni, Zanichelli, Bologna, 1996
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