Corso Istruttori di Taijiquan stile Chen Xiaojia 2008/2009 – Le date

Sono state fissate le date riguardanti il corso di istruttori stile Chen Xiaojia che si terrà a Palermo, per il biennio 2008-2009, presso la palestra L’espace in Via G.B.F. Basile 3 a Palermo.

Il corso sarà tenuto dalla Maestra Carmela Filosa, XXI generazione della famiglia Chen, Vice-Presidente della ISCT International e Presidente della ISCT per l’Italia. Il corso e’ frutto della collaborazione tra la ISCTe la FedIKA.

Le giornate fissate sono:

  1. Prima sessione: 29-30 Novembre 2008
  2. Seconda sessione: 28 Febbraio – 1 Marzo 2009
  3. Terza sessione: 13-14 Giugno 2009
  4. Quarta sessione: 26-27 Settembre 2009
Tutti gli incontri saranno divisi in due giornate di 5 ore l’una.  
 
Per informazioni rivolgersi al Maestro Riccardo Lombardo, tel. 328-6956223

La sciabola tradizionale dello stile Yang del Taijiquan

La sciabola tradizionale appartiene alla tradizione delle armi corte della famiglia Yang. I requisiti, il metodo, lo stile e le caratteristiche della sciabola tradizionale dello stile Yang sono basilarmente le stesse della forma a mani nude. Allo stesso modo, alcune delle posizioni sono uguali. In più, essendo eseguita con la sciabola, la forma risulta più vigorosa ed eseguita con una vitalità maggiore. La forma tradizionale della sciabola Yang del Taijiquan si dimostra unica nel suo genere.

I requisiti della pratica seguono i “10 principi essenziali del Taijiquan” dettati da Yang Cheng Fu, come linea guida, e le tecniche di sciabola comuni. I passi e i movimenti sono più veloci che nella forma a mani nude ma richiedono,allostesso tempo, un movimento preciso e accurato. Lo sforzo è mirato alla coordinazione con il movimento delle mani, degli occhi, del corpo e i passi. Le anche comandano il movimento di tutto il corpo seguite dalle braccia che, a loro volta, seguono i movimenti del corpo. La sciabola, a sua volta, segue i movimenti delle braccia.

La forma di sciabola del Tai Chi stile Yang viene eseguita assieme all’ausilio di un poema classico. Le 13 parti della sequenza sono descritte nelle 13 linee di questo sonetto.

Il poema è riferito, comunque, più allo spirito con cui deve essere eseguita la sequenza che non alle tecniche stesse di cui si compone. Ci sono molte posture chiamate come rari uccelli, come animali, pesci, fiori, montagne, acqua, favole e leggende. Con questi affascinanti nomi e l’immaginazione, il praticante può così concentrarsi, durante l’esecuzione, all’interno di se stesso, e questo tutto a vantaggio sia del corpo che della mente.

 

Chuán Tŏng Yáng Shì Tài Jí Dāo Shí Sān Shì
Sciabola Taiji Stile Yang Tradizionale
Poema delle 13 mosse

 

1 七星跨虎交刀势 Qī xīng kuà hŭ jiāo dāo shì Sette stelle e cavalcare la tigre, maneggiando la spada
2 腾挪闪展意气杨 Téng nuó shăn zhăn yì qì yáng Fare pulito a fondo, stordire e colpire con volontà e spirito elevato
3 左顾右盼两分张 Zuŏ gù yòu pàn liăng fēn zhāng Guardare a sinistra, fissare a destra, le due parti si espandono
4 白鹤晾翅五行掌 Bái hè liàng chì wŭ xíng zhăng La gru bianca apre le ali, palmo dei cinque elementi
5 风卷荷花叶里藏 Fēng juăn hé huā yè lǐ cáng Il vento gira il fiore di loto e lo nasconde tra le foglie
6 玉女穿梭八方势 Yù nǚ chuān suō bā fāng shì La dama di giada lancia la spola nelle otto direzioni
7 三星开合自主张 Sān xīng kāi hé zì zhŭ zhāng Tre stelle si aprono, si chiudono, si estendono a loro volontà
8 二起脚来打虎势 Èr qǐ jiăo lái dă hŭ shì Calcio doppio e colpire la tigre
9 披身斜挂鸳鸯脚 Pī shēn xié guà yuān yang jiăo Drappeggia il corpo in obliquo e calcia come anatra rimbambita
10 顺水推舟鞭作篙 Shùn shuǐ tuī zhōu biān zuò gāo Spingi la barca seguendo la corrente, la frusta fa da pertica
11 下势三合自由招 Xià shì sān hé zì yóu zhāo Posizione bassa, combina tre volte movimenti liberi
12 左右分水龙门跳 Zuŏ yòu fēn shuǐ lóng mén tiào Fendere le acque a sinistra e a destra, saltare la porta del drago
13 卞和携石凤还巢 Biàn hé xié shí fèng huán cháo Il vecchio Bian-He recupera la sua pietra e la fenice torna al nido

 

dalla traduzione inglese di Audi Peal (per la fonte originale vedi questo link)

Nel poema in cinese, ogni riga contiene sette parole. Queste parole sono molto dense di significato, ma il vero significato è poco chiaro. Esse contengono:

  • La filosofia dello Yin e delle Yang
  • I principi fondamentali del Taijquan stile Yang
  • Le caratteristiche della sciabola del Taijiquan Yang
  • Le tecniche della sciabola del Taijiquan Yang

 

Le 13 tecniche della sciabola del Taijiquan Yang consistono nel:

  • colpire
  • dividere
  • tagliare
  • intercettare
  • colpire dal basso
  • colpire dall’alto
  • trafiggere
  • avvittare
  • bloccare
  • ritirare
  • strisciare
  • affettare
  • sbucciare

Nella forma, un movimento comprende molte tecniche ed è molto difficile distinguere l’una dall’altra. Si segue, comunque, sempre l’intenzione della pratica,della tecnica e del movimento con la sciabola.

Scritto dal Maestro Yang Zhen Duo, tradotto da Han Hoong Wang

Risorse:

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [6]

Il 5° livello del Gong Fu

Questo livello di apprendimento del Taijiquan è quello riservato ai veri esperti e a chi, nel proprio cammino di apprendimento, ha saputo scoprire e fare propri tutti gli insegnamenti ricevuti e gli allenamenti seguiti.

A questo livello di conoscenza, lo studio del “cerchio” da piccolo diventa “invisibile”, cosicchè anche la forma deve essere eseguita in maniera invisibile mostrando così la profonda interiorizzazione del movimento.

Per fare questo il corpo deve essere estremamente flessibile, così come l’adattabilità ad ogni minimo cambiamento deve essere immediata e totale. La “mutazione” delle forze Yin e Yang deve quindi avvenire internamente, così da risultare invisibile fuori. Il tutto si traduce in estrema velocità e flessibilità, doti fondamentali e necessarie ad affrontare una combattimento vittorioso.

Il Qi scorre liberamente, comunicando con il cielo e la terra allo stesso modo (concetto evidentemente proprio della filosofia taoista). L’artista marziale, a questo livello, in ogni momento della propria vita agisce in equilibrio mutevole con il Taiji (concetto sempre relativo alla filosofia taoista).

Vi è un perfetto equilibrio tra Yin e Yang. Il morbido e il duro si completano a vicenda, cosicchè i movimenti risultano sempre rilassati e vitali. Ogni parte del corpo è sensibile e può essere usata con la stessa potenza esplosiva (fa jing) di un pugno.

Il rapporto stabilito con il proprio corpo e la propria mente, cosi come tra i muscoli e gli organi interni, è di perfetto equilibrio.

Il praticante ha raggiunto così il bilanciamento perfetto tra Yin e Yang (50% e 50%).

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [5]

 Il 4° livello del Gong fu

Nei livelli di conoscenza del Taijiquan precedenti, abbiamo visto come sia necessario seguire un preciso percorso (scoprire, rendere interno, perfezionare) perseverando ed impegnandosi con un duro allenamento. Nel 4° livello di conoscenza del Taijiquan, l’esperienza e la conoscenza sono già consolidati e si può andare avanti completamente soli, dato che il Qi fluisce correntemente e correttamente in tutto il corpo e la Jin è sufficiente per essere espressa verso l’esterno. A questo livello, il movimento è sincronizzato con il respiro, le forme sono ben espresse e le applicazioni marziali sono ben comprese. 

L’attenzione nell’allenamento andrà quindi spostata quasi esclusivamente verso la profonda internalizzazione del proprio Taijiquan. Ciò significa, come già detto in precedenza, che bisognerà passare dai “cerchi” grandi e medi (intendendo come “cerchi” i movimenti dell’energia interna) ai cerchi piccoli

L’allenamento potrà essere condotto idealmente contro un’avversario invisibile. Questa precisa visualizzazione, permetterà di imparare ad emettere esternamente la propria energia con una precisione molto alta. 

Oltre questo, la forma deve essere eseguita con precisione in modo che l’energia scorra fluente e senza interruzioni controllata dalla vita/bacino (commenti degli articoli precedenti sull’interpretazione “trans-culturale di questa zona del corpo). 

La veloce adattabilità del Qi (l’energia interna) e della Yi (l’intenzione cosciente) sono anch’esse qualità necessarie al raggiungimento del proprio percorso di apprendimento. 

Nel 4° livello di apprendimento del Gong Fu si ci può già considerare dei validi artisti marziali. Ragion per cui l’avversario non è più una minaccia. La sviluppata capacità di adattabilità (peraltro già acquisita, anche se in maniera minore, precedentemente) alle situazioni del combattimento, basta a neutralizzare la forza dell’avversario e a rendere invisibili le proprie azioni.

 

A questo proposito dice un classico del Taijiquan abbastanza conosciuto:

 

 

Se l’avversario è duro, trasformati e renditi morbido.
Ciò è detto “seguire”. Se l’avversario è in movimento
rimani attaccato seguendolo nella stessa direzione.
Ciò è detto “aderire”. Allora sei in contatto con l’avversario;
quando egli si sposta velocemente, ti sposti velocemente;
quando egli rallenta, rallenti, accordandoti ai suoi movimenti.

Che la sensibilità del tuo corpo sia tale
da avvertire la più piccola piuma che ti sfiora la pelle.
L’avversario non avrà modo di scoprirti o di controllarti,
sarai tu a sentirlo e a controllarlo.
Se puoi ottenere questo livello di sensibilità,
non c’è forza fisica che possa sconfiggerti.”

 

La conoscenza del Taijiquan è stata quindi acquisita. La mente, il corpo e le emozioni sono sotto il controllo della propria volontà. Dominando i propri impulsi e i propri egoismi è possibile a questo livello della conoscenza del Taijiquan, dominare completamente le proprie paure.

Quantificando l’energia Yin e Yang presente nel proprio corpo, si potrebbe teorizzare che in questo momento un praticante possiede il 40% di Yin e il 60% di Yang.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [4]

Il terzo livello del Gong Fu

Al primo livello dell’apprendimento del Taijiquan, la concentrazione deve stare più sulla postura e i movimenti di base (i cosidetti “fondamentali”), al secondo livello l’attenzione deve essere prestata principalmente alla coordinazione del corpo sia interna (Nei Dan) che esterna (Wai Dan) per far fluire liberamente il Qi (energia interna).

Al terzo livello dell’apprendimento, la “Yi” (l’intenzione cosciente) sarà l’elemento a cui bisognerà prestare maggiore attenzione.

E’ a questo punto che i movimenti dovranno trasformarsi e passare dai “cerchi grandi” ai “cerchi medi” e, infine ai “cerchi piccoli”. Per capire meglio questi concetti bisognerà approfondire bene la differenza tra movimento “esterno” e “interno”. Infatti, si definisce la grandezza del cerchio in base all’esternalità del movimento o meno e, di conseguenza, in base all’energia interna presente. Un cerchio grande sarà un movimento esterno con poca energia interna, un cerchio piccolo sarà un movimento molto interno con poca energia esterna.

Secondo uno dei classici del Taijiquan:

“La mente genera l’intenzione,
l’intenzione guida il Qi
e il Qi muove l’intero corpo”

Le abilità che bisogna aver raggiunto una volta arrivati al terzo livello del Gong Fu sono le seguenti:

  • Buona coordinazione tra movimenti esterni e interni
  • Ritmicità dei movimenti fluida e senza interruzioni e/o forzature
  • Sincronizzazione delle azioni con il respiro, forzandolo attraverso “l’intenzione” ma in maniera naturale.

Riguardo il respiro, la corretta coordinazione di quest’ultimo può portare ad una capacità di “percezione di se” molto profonda, aiutando a correggersi qualora ci fosse qualcosa di scorretto nella propria pratica.

E’ questo un livello della conoscenza del Taijiquan in cui si può andare avanti da soli, senza avere obbligatoriamente un maestro al proprio fianco. Non si corre più il rischio di andare fuori strada, ma è necessario comunque prestare attenzione a se stessi. E’ in questa fase che, forse per la prima volta, si raggiunge veramente l’integrazione tra corpo e mente.

La migliore delle scelte da fare è, sicuramente, quella di praticare un duro e continuo allenamento, cercando sempre di tenere a mente il fatto che ancora (e forse mai, .ndt) non si è arrivati alla completa conoscenza dell’arte del Taijiquan ma lunga ancora è la strada da seguire.

“Quando esegui il Taijiquan che esso sia perfetto;
non consentire alcuna imperfezione.
La forma deve essere omogenea, senza irregolarità,
e continua, senza che vi sia spazio per alcuna interruzione.

Nella forma lunga il corpo deve muoversi
come lo scorrere cadenzato dell’acqua di un fiume
o come l’avvicendarsi delle onde nell’oceano.”

Finalmente sarà possibile comprendere le applicazioni marziali della forma e avanzare nello studio del Tui Shou. Nella pratica della spinta con le mani (Tui Shou appunto) lo studente sarà adesso in grado, e contrariamente a prima, di cambiare le proprie azioni in base a quelle dell’avversario.

A questo livello dell’apprendimento si potrà iniziare anche lo studio del “Fa Jing”, ovvero le emissioni esplosive di forza, e lo studio delle armi fondamentali del Taijiquan quali spada (Jian), sciabola (dao), lancia (qiang) e alabarda (da dao).

Secondo la teoria di Yin e Yang, in questo momento, il praticante possiede un buon 30% di Yin contro il 70% di Yang.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

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