Taijispot

Il ferro avvolto nel cotone

I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [3]

Pubblicato da taijispot su Luglio 15, 2008

Il secondo livello del Gong Fu

Il secondo livello del Gong Fu è caratterizzato dalla percezione del calore prodotto dal corpo durante l’esecuzione dei movimenti della sequenza (di solito si parte da una sequenza di movimenti “didattica” per poi passare gradatamente ad altre più lunghe ed articolate).

Se all’inizio della pratica il buon umore per le nuove scoperte è predominante, nel secondo livello del Gong Fu possono nascere i primi problemi. E’ questo un punto del cammino in cui, se non seguiti adeguatamente da un buon maestro, i praticanti possono sentire un livello di frustrazione abbastanza alto e addirittura abbandonare l’allenamento. Il tutto è comunque abbastanza soggettivo.

La familiarità con i movimenti dovrebbe già essere abbastanza alta, il fluire del Qi lungo i canali del corpo è abbastanza chiaro e l’energia fluisce, anche se debole, in tutto il corpo. Lo studente non è comunque ancora in grado di controllarla, quindi può sorgere qualche problema di sovraestensione della forza (quando è una parte del corpo che si muove più velocemente rispetto al resto del corpo) o di sotto estensione (l’esatto contrario). In una maniera o in un’altra, l’energia viene bloccata così da far apparire il percorso di apprendimento molto duro e difficile.

E’ necessario quindi correggere gli aspetti fondamentali del movimento, come ad esempio il rilassamento del corpo, o la postura generale, e tutto andrà meglio.

La coordinazione comincia a giocare un ruolo fondamentale per l’intera esecuzione dei movimenti. Curare i requisiti fondamentali può significare anche prestare attenzione: verso “l’esterno” al movimento coordinato di braccia e gambe, di gomiti e ginocchia, di fianchi e spalle; verso “l’interno” è necessario equilibrare “mente e cuore”, tendini e ossa ed l’energia interna con le ossa.

I principi fondamentali devono essere, a questo punto del proprio cammino di apprendimento, studiati e seguiti in maniera molto approfondita. Tutto questo non può avvenire se non allenandosi duramente nella forma, possedendo sempre una buona dose di umiltà per ricominciare ogni volta tutto dall’inizio. Può accadere in questa fase, che l’allievo senta il bisogno di doversi allenare quanto più possibile per migliorare se stesso. E’ questo il segreto per un buon Gong Fu.

Generalmente, ma ripeto che tutto è sempre soggettivo, con 4 anni di intenso allenamento si possono raggiungere dei buoni livelli di abilità. Una volta raggiunto questo punto si potranno cominciare ad apprendere il Tui Shou e le applicazioni marziali. Il proprio maestro e i propri compagni di pratica saranno qui più che fondamentali.

Nel Taijiquan la pratica della forma e il Tui Shou vanno di pari passo. Le eventuali lacune nell’apprendimento dei pricipi fondamentali saranno chiaramente visibili nell’esecuzione del Tui Shou. Ciò,contro un’avversario, sarebbe molto negativo.

Il Tui Shou prevede varie tecniche fondamentali, che sono sempre presenti nelle forme praticate:

  • Peng (parare)
  • Lui (ritirarsi ruotando)
  • Ji (premere)
  • An (spingere)

Queste quattro tecniche devono essere eseguite con la massima precisione coordinando la parte superiore e quella inferiore del corpo.

Il Taijiquan non prevede l’uso della forza per vincere l’avversario, per cui il detto “vincere quattrocento chili con cento grammi” significa che la forza esterna dell’avversario può essere efficacemente contrastata con il minimo sforzo. Al secondo livello del Gong Fu non si è ancora in grado di applicare tali principi perchè non si è ancora abbastanza “flessibili” e “adattabili” alle circostanze così da poter efficacemente reagire contro un’attacco.

Per ragionare in maniera matematica, durante la seconda fase del Gonf Fu, si possiede un buon 80% di Yang e 20% di Yin.

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I classici del Taijiquan - 4 poesie sullo svolgere il bozzolo di seta

Pubblicato da ivanav su Luglio 11, 2008

ANTICA POESIA DI SETTE CARATTERI (IDEOGRAMMI)

Nel movimento lo Yang nasce, l’immobilità e nello Yin, movimento ed immobilità combinati sono la radice.

Senza dubbio troverete gioia nella rotondità, e vedrete la Verità del Paradiso attraverso rotazioni e movimenti circolari eseguiti secondo volontà.

SECONDA POESIA

Yin e Yang non hanno inizio nè fine, la creazione è nel venire e nell’andare, nel piegare (Qu) e nell’estendere (Shen).
Considerate attentamente questa informazione, muovete il Principio Vitale in rotazioni complete eseguite senza limitazione.

TERZA POESIA

In un dato momento è chiaro in uno non lo è, chiudere (He), aprire (Pi), rimanere in un posto (Lai), strappare (Si), sollevare (Ti) sono collegati;

Molti momenti di ignoranza devono trascorrere prima che il Principio diverrà chiaro, ma con una ispirazione improvvisa diverrà (chiaro come) vetro.

ANTICA POESIA DI 5 CARATTERI (ideogrammi) (5 ideogrammi per rigo)

Il Principio non ha confini, ma le sue sorgenti sono (anche) nelle (piccole) formiche.

Non spiate il giardino per tre anni, abbiate una sola volontà e spirito concentrato.

E’ necessario studiare con un buon maestro, e anche frequentare saggi amici.

Seguite le regole in dettaglio, e un piccolo raggio di comprensione apparirà.

Il livello seguente è più profondo di quello precedente, il significato nel contesto dei livelli è senza confini.

L’aprire (Kai) è connesso con il chiudere (He), aperture e chiusure si alternano in ordine.

Talvolta uno è guidato alla vittoria, e non può smettere di praticare anche se volesse.

Tempo, studio e sforzi fino all’estremo, e le vostre abilità cresceranno ogni giorno.

Solo se non c’è ostacolo, comprenderete immediatamente il Grande Vuoto.

Traduzione a cura di Ivana Vinci. Originariamente tratto dall’articolo “Excerpts from ‘Illustrated Explanation of Chen Family Taijiquan’ by Chen Xin”; © J.Szymanski. Versione inglese pubblicata sul sito China from Inside all’indirizzo http://www.chinafrominside.com/ma/taiji/chenxin.html

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I 5 livelli di abilità del Taijiquan stile Chen [2]

Pubblicato da taijispot su Luglio 8, 2008

Il primo livello del “Gong Fu”

Questo è il livello iniziale di tutti i praticanti del Taijiquan. Gli elementi a cui bisogna prestare attenzione in questa fase sono essenzialmente due:

  1. Correttezza della postura
  2. Rilassamento del corpo

Nel Taijiquan la postura corretta è costituita da una posizione eretta ma non rigida del corpo. Per far questo è necessario prestare attenzione ad un punto dell’agopuntura posto alla sommità del capo, di nome “Bai Hui”. Fatto questo sarà necessario assumere una postura cosidetta “a filo di perla” o “a filo di piombo”. Si deve infatti immaginare una linea retta che attraversi la schiena e arrivi al “Dan tien”, zona posta in profondità tra l’ombelico e il pube. E’ nel Dan Tien che secondo la medicina tradizionale cinese (MTC) risiede l’intera energia del corpo. Assumere la postura a filo di perla richiede il lieve rientramento del mento. In questo caso, e in base al punto di vista sia esso medico o marziale, si rilascia il rachide cervicale e si protegge, per quanto possibile, la debole zona della gola.

Successivamente è alle spalle e ai gomiti che bisogna prestare attenzione. Rilassando queste parti del corpo, il torace si sgonfia lasciando libero il diaframma e, quindi, il respiro che così può diventare più profondo. La corretta posizione di spalle e gomiti favorisce la corretta circolazione del “Qi” (energia interna) all’interno del corpo.

Particolare attenzione va prestata, ancora, al rilassamento della vita che è, assieme al rilassamento delle anche, uno dei cardini del movimento del Taijiquan (in particolar modo nello stile Chen, .ndt). Andrà così esercitata la consapevolezza del Dan tien (detto anche “campo del cinabro”). Secondo la MTC, il punto esatto in questione si chiama Qi Hai (”mare del Qi”). La consapevolezza del Dan Tien e il modo di far scaturire il movimento da esso diviene sempre meno difficile con la pratica, anche se all”inizio, e specialmente nei neofiti, è molto difficile da imparare.

Durante la pratica il Dan Tien diventa sempre più forte, donando stabilità e potenza a tutti i movimenti del corpo. Rilassare il Dan Tien consente tra l’altro di “aprire” la schiena e permettere così il fluire del “Qi” tra “Terra e Cielo”.

Il radicamento è uno dei punti chiave del Taijiquan. La radice dei piedi deve essere ben salda a terra, le gambe non rigide e le ginocchia non devono mai superare la linea perpendicolare tra esse e la punta dei piedi. Il punto preciso a cui prestare attenzione per ottenere questo è situato quasi al centro della pianta del piede e poco dietro le dita a sinistra. Tale punto si chiama “Yongquan” ed è collegato, secondo la MTC, al rene che nel corpo umano è l’organo in cui risiede l’energia primigenia (cosidetta “prenatale”).

All’inizio della pratica del Taijiquan è quasi impossibile tener conto di tutti questi fattori contemporaneamente, quindi è bene esercitarsi a tenere il corpo eretto. Con allenamento e costanza tutto avverrà automaticamente, a volte senza neanche rendersene conto.

La corretta postura nella pratica del Taijiquan favorisce effetti benefici sulla salute (”interna” ed “esterna”) di ogni individuo, mentre il persistere nell’esatto contrario può causare spiacevoli problematiche. E’ quindi molto importante imparare bene la corretta postura del corpo.

Con un buon allenamento e tanta perseveranza è possibile superare la parte “esterna” del Taijiquan in un’anno. E’ possibile, in questa fase, percepire la circolazione del “Qi” al proprio interno, anche se non si può direzionarlo o utilizzarlo al meglio, come invece dovrebbe essere, perchè la “Jin” (forza) è troppo fisica e rigida e in questa fase si interrompe tra una parte e l’altra del corpo.

Secondo la teoria di Yin (morbidezza e cedevolezza) e Yang (durezza e rigidità), in questa fase prevale troppo la parte Yang (un buon 90%) mentre poca è la parte Yin (il 10%).

A questo livello il proprio Taijiquan non è ancora adatto allo scopo marziale.

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La piccola struttura di Yang Shao Hou

Pubblicato da taijispot su Maggio 16, 2008

Il Taijiquan stile Yang divenne famoso attraverso l’abilità del suo fondatore, Yang Lu Chan, che fu così abile da guadagnare il prestigioso titolo di “Yang l’invincibile”. L’arte che Yang Lu Chan insegnava e praticava, con i suoi figli e i suoi studenti, era però differente dal Taijiquan stile Chen, nella versione resa popolare da Chen Fake, e da cui lo stile Yang del Taijiquan trae origine.

 


Yang Lu Chan, fondatore dello stile Yang

   

Si pensa che l’arte che Yang Lu Chan praticasse fosse una forma modificata delle stile Chen di Chen Chang Xin, il quale studiò sotto la guida di Jiang Fa. Wu Tu Nan, uno dei più rispettati maestri di Taijiquan, nelle sue conversazioni con Chen Xin, apprese che Chen Chang Xin  imparò la forma di Jiang Fa e la modificò.

La vecchia forma del Taijiquan stile Yang insegnata da Yang Lu Chan e i suoi figli a Yung Nien, prima di trasferirsi nella capitale per insegnare alla corte imperiale, è ancora esistente ed è molto simile alla forma Yang moderna, ma allo stesso tempo dissimile dal Taijiquan stile Chen. Questo conferma comunque che l’arte insegnata da Yang Lu Chan non fu mai Taijiquan stile Chen. Essa conserva le caratteristiche della forma moderna del Taijiquan stile Yang, conserva le emissioni di forza (fa jing), ma allo stesso tempo differente dallo stile moderno del Taijiquan stile Chen nella postura.

 

YAng Shao Hou
Yang Shao Hou, formidabile combattente detto anche lui “Yang l’invincibile”

       

Yang Ban Hou guadagnò anche lui il nome di “Yang l’invincibile”, e la sua abilità fu seconda solo a quella di suo padre, Yang Lu Chan. Tuttavia non ebbe molti discepoli a causa della sua natura irrascibile e bellicosa. Suo nipote, Yang Shao Hou, fu affidato a lui come un figlio adottivo, ricevendone in cambio sia la sua abilità che la natura combattiva. Appartenente alla terza generazione della famiglia Yang, si è certi del fatto che Yang Shao Hou vide praticare e fu allenato, personalmente, dal nonno Yang Lu Chan. La sua abilità nel Taijiquan era superiore agli altri, ma siccome durante gli allenamenti non risparmiava nessuno, aveva pochi studenti. Yang Shao Hou divise il proprio prestigio con il ben più famoso fratello minore, Yang Cheng Fu e fu molto conosciuto per le già descritte abilità nel combattimento. Come suo fratello minore, non fu mai battuto da nessuno.

L’arte di Yang Shao Hou

Quando Yang Shao Hou rese pubblica per la prima volta la sua arte, la sua forma era la stessa del fratello minore, Yang Cheng Fu. Più avanti negli anni, insegnò soltanto a studenti esperti che conoscevano già in maniera approfondita la “grande struttura” del Taijiquan Yang. A questi insegnò la “piccola struttura” che veniva eseguita molto velocemente, ma senza perdere le qualità della grande struttura come, ad esempio, la rilassatezza, l’affondare il qi nel dantien, la calma e la continuità nel movimento. Gli oltre 200 movimenti della forma venivano eseguiti molto velocemente, in 2 o 3 minuti.

Questa forma prendeva il nome di “piccola struttura” grazie ai suoi movimenti compatti, che comunque deve essere distinta dalla “piccola struttura” di Yang Lu Chan e Yang Ban Hou insegnata alla corte imperiale. Questa forma arriva oggi fino a noi attraverso il lignaggio di Wu Chien Chuan. Tuttavia ci sono degli elementi comuni nelle due forme della “piccola struttura”. La piccola struttura di Yang Shao Hou è essenzialmente una combinazione di elementi della “grande struttura” e della “piccola struttura” e viene eseguita velocemente. Secondo Wu Tu Nan, la piccola struttura di Yang Shao Hou è conosciuta anche come la “forma comune”. Si pensa sia stata creata originariamente da Yang Lu Chan che sintetizzò l’essenza del suo Taijiquan in questa forma avanzata da combattimento.

Questa forma può essere imparata solo dopo aver raggiunto alti livelli di conoscenza nella “grande struttura”, quindi non è questa stessa eseguita velocemente. E’ differente dalla “Boxe lunga” di Yang Cheng Fu, anche se vi sono elementi simili e simili teorie sull’allenamento.

Il Taijiquan di Yang Shao Hou mostra la conoscenza di avanzati livelli di abilità che sono un’estensione delle basilari conoscenze di “sensitività”, controllo del proprio baricentro e della propria posizione di vantaggio rispetto all’avversario per arrivare così ad una robusta emissione di forza. Queste abilità includono oltre l’attacco dei punti vitali, la rottura e il bloccaggio delle ossa, la divisione dei tendini, il bloccaggio e il controllo dei punti di pressione per regolare l’afflusso del sangue, anche spettacolari emissioni di forza (fa jing) a grande velocità e in movimento, con tecniche in continuo mutamento così da non lasciare respiro all’avversario. Ma tuttavia, senza padroneggiare prima le abilità fondamentali, quelle avanzate non potevano essere imparate ed applicate.

Quando Yang Shao Hou eseguiva la forma, i suoi occhi seguivano la direzione dei movimenti, scattavano e allo stesso tempo guardavano in ogni direzione e spesso, durante una combattimento, assumeva un sorriso beffardo sul proprio viso urlando per distrarre l’avversario. Anche se i suoi movimenti erano rilassati, profondi e continui, la sua forma era così rapida che sembrava sfrecciare in ogni direzione. Quelli che lo vedevano combattere ed eseguire la forma lo ammiravano e molti desideravano acquistare la sua abilità. Tuttavia ben pochi riuscivano a sopportare il duro allenamento necessario ad acquisirle.

Sebbene Yang Shao Hou avesse solamente pochi studenti, possiamo ritenerci fortunati che la sua forma esista ancora oggi, anche se è conosciuta e praticata da un limitato numero di maestri ed allievi. Le abilità avanzate necessarie a praticare correttamente la forma sono visibili ancora oggi, ma a volte non correttamente interpretate. Così, imparare la forma prima di capirla , dà soltanto l’estetica del movimento e non l’essenza dell’arte. Facendo così non si potrà mai apprenderla appieno!

La forma della “Piccola struttura”

La piccola struttura di Yang Shao Hou consisteva in 73 tecniche, per un totale di più di 200 movimenti. Nella postura era simile alla “grande stuttura” e prendeva alcune tecniche dalla forma antica Yang come ad esempio “Girarsi con doppio colpo di gamba”. La postura era quindi un misto della grande e della piccola struttura Yang insegnata da Yang Lu Chan e Yang Ban Hou alla corte imperiale. Nei primi tempi, prima che l’arte fosse resa pubblica, soltanto alcuni studenti imparavano la “grande struttura”, mentre alla corte imperiale veniva subito insegnata la “piccola struttura” perchè più adatta per combattere con i lunghi abiti imperiali. Così c’erano molte tecniche simili alla “piccola struttura” Yang, così come tramandata da Quan Yu a suo figlio Wu Chien Chuan. Le tecniche “pugno sotto il gomito”, “respingere la scimmia” e la prima “postura bassa” somigliano tutte a quelle della forma di Wu Chien Chuan.

Quando si iniziano ad imparare, le tecniche vengono praticate lentamente e con molta fatica, ad una velocità maggiore della “grande struttura” ma non ancora alla velocità finale. La forma viene eseguita una tecnica alla volta con brevi sequenze, fino a che la resistenza degli studenti e l’esercizio porti ad unire le brevi sequenze insieme fino a formarne l’intera. Nell’insegnare la forma, Yang Shao Hou spesso faceva praticare i propri studenti su una specie di tavolino alto per assicurasi che imparassero a gestire le brevi distanze.

La forma faceva frequente uso delle “postura vuota” che ha le gambe unite e le ginocchia piegate con il peso e la radice su una gamba e veniva frequentemente utilizzata come una veloce chiusura. L’intera forma veniva eseguita in maniera agile e stabile, e la parte superiore del corpo doveva avere una postura “a filo di piombo”. La potenza dietro ogni tecnica veniva generata dall’intero corpo mosso in coordinazione.

Le abilità e le tecniche dello stile Yang in combattimento

Le forme del Taijiquan Yang sono i mezzi con cui vengono rese evidenti la qualità combattive. Tutte le forme dello stile Yang del Taijiquan possiedono, al loro interno, abilità (o tecniche) avanzate. Tuttavia, ogni diversa forma, e il modo in cui vengono eseguite, danno significativi aspetti a queste abilità.

Le componenti base del combattimento richiedono stabilità, efficienza, unità della mente e del corpo, sensitività, controllo del centro, posizione di vantaggio e agilità. E ‘ da queste abilità che quelle avanzate vengono sviluppate. Il controllo del baricentro, è l’aspetto più importante del Taijiquan stile Yang in combattimento. Ma contrariamente a quanto molte persone pensano, squilibrare l’avversario per farlo cadere, e poi colpirlo, non è la sola tecnica utilizzata nel Taijiquan stile Yang, anche se viene spesso usata quando non si vogliono causare danni gravi o seri traumi al proprio avversario.

In ogni caso, per gli avversari pericolosi, queste abilità risultano utili. Queste tecniche sono basate tutte sulla sensitività e sul controllo del baricentro. Esistono vari tipi di tecniche da poter utilizzare. Ognuna di queste, però, può essere insegnata solo da un maestro esperto.

Una delle più “interne” di queste abilità, ma che attualmente non può considerarsi tale visto che è “soltanto” l’attaccare i punti vitali dell’avversario e il “Dian Xue”o “pressione dei punti vitali”. La pressione dei punti vitali in combattimento può causare danni gravi, la paralisi o anche la morte. Dissimilmente dal “colpire” i punti vitali, la pressione richiede all’esecutore della tecnica un minimo sforzo fisico con massimo risultato offensivo.

Il bloccaggio delle articolazioni è una tecnica presente anche nelle arti marziali esterne. Il concetto che sta alla base è bloccare l’avversario con delle leve articolari. Nel Taijiquan stile Yang il bloccaggio delle articolazioni dell’avversario e le leve, una volta applicate, devono essere utilizzate in maniera appropriata.

La rottura delle ossa è invece differente. Non ha importanza quanto una persona sia morbida o robusta, perchè le ossa saranno sempre dure e rigide. La rottura delle ossa utilizza la conoscenza dell’ampiezza del movimento delle articolazioni e delle giunture nel corpo per poi romperle, e neutralizzare così l’avversario. Anche in questo caso, la conoscenza del proprio corpo e del movimento sono abilità necessarie per la corretta applicazione e l’efficacia di questo tipo di tecniche.

La “divisione dei tendini” è simile alla slogatura dei muscoli. Qui vi è di nuovo il peso stesso dell’avversario contro la forza bruta. La struttura muscolare deve essere ben conosciuta ed individuata assieme all’attacco e alle intersezioni dei muscoli e dei tendini perchè queste tecniche risultino efficaci.

Bloccare e controllare la circolazione sanguigna attraverso i punti di pressione può provocare la paralisi dell’avversario o fargli perdere momentaneamente l’uso degli arti a causa del cattivo afflusso di sangue. Ciò è differente dall’attacco ai punti di pressione perchè, in questo caso, sono le arterie ad essere presi in considerazione. Come al solito, sono il peso dell’avversario e il suo stesso movimento a rendere efficace l’attacco.

L’attacco psicologico fa parte anch’esso delle abilità avanzate, giocando sulle emozioni e sulla psicologia dell’avversario. Sia Yang Ban Hou che Yang Shao Hou sono ricordati per le loro espressioni e i loro stati d’animo nell’esecuzione della forma e nel combattimento, in quanto emettevano urla e grida in particolari momenti. Questo serviva a causare paura, shock e indecisione nell’avversario.

La “piccola struttura” di Yang Shao Hou oggi

Sfortunatamente Yang Shao Hou insegnò la sua forma soltanto ad un ristretto gruppo di allievi. Oggi di conseguenza sono veramente poche le persone che conoscono e praticano la sua forma. Come la “Boxe lunga” del Taijiquan anche la “piccola struttura” è una forma avanzata che veniva insegnata soltanto a chi aveva imparato la “grande struttura”. Solamente alcuni allievi selezionati, e i primi allievi riuscirono ad imparare queste forme avanzate. Questo sicuramente a causa della mancanza di tempo dei maestri, impegnati a viaggiare per le città e che si fermavano in ogni località poco tempo alla volta.

La “piccola struttura” del Taijiquan stile Yang rappresenta un’aspetto dell’arte di cui si conosce ben poco l’esistenza. Sebbene la “piccola struttura” sia differente dalla grande struttura, i suoi principi e le sue teorie rimangono le stesse. Essa è una chiara rappresentazione del Taijiquan stile Yang nella sua massima espressione: un’arte marziale mortale e una delicata disciplina di benessere che dona longevità e, allo stesso tempo abilità nel combattimento, forma fisica e una buona mobilità del corpo.

Libera traduzione dall’inglese dell’articolo “Yang Shao Hou’s Small Frame”  di Peter Lim Tian Tek. Ogni diritto dei relativi proprietari .

Risorse e riferimenti:

 

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Il Taijiquan,Yang Shao Hou e il San Shou

Pubblicato da taijispot su Aprile 2, 2008

Il San Shou  fa propri i principi del Tui Shou (spingere con le mani), del Qinna (afferrare e tenere) e del Dim Mak (o Dianxue e cioè l’arte di colpire i punti dell’agopuntura per provocare danni) per combattere contro l’avversario. In generale il termine San Shou viene utilizzato per indicare il Sanda, la boxe cinese, ma più correttamente indica la lotta “libera” di qualsiasi arte marziale cinese.

In tutti gli stili principali del Taijiquan il San Shou è una pratica avanzata che viene insegnata molto avanti nel percorso di apprendimento.

Il San Shou dello stile Yang è molto complesso è molte delle tecniche principali sono oggi appannaggio di pochi selezionati maestri.

Tuttavia ci sono alcune scuole dello stile Yang che permettono di conoscere questa interessantissima branca della pratica del Taijiquan e la fanno propria nel percorso di apprendimento dei propri allievi. Queste scuole, tra le altre, appartengono al lignaggio di Yang Shao Hou, fratello maggiore del ben più noto Yang Cheng Fu.

Yang Shao Hou, soprannome che gli fu dato in tarda età, studiò il Taijiquan con suo padre Yang Jianhou e suo zio Yang Banhou. Nel suo Taijiquan applicava molti fa jing e i suoi insegnamenti derivano principalmente dallo zio Yang Banhou.

Il Taijiquan di Yang Shao Hou fu di riferimento per molti altri maestri che svilupparono più avanti altre scuole del Taijiquan Yang come, ad esempio Tung Ying-chieh.

Il Taijiquan che Yang Shao Hou praticava era detto della “piccola struttura” ed era considerato la più alta forma di pratica possibile all’interno dello stile Yang. Caratterizzata da velocità di esecuzione, ampi salti e vigorosi calci, la scuola di Taijiquan stile Yang di Yang Shao Hou (e quindi anche di Yang Banhou) è quasi sparita dal Taijiquan Yang moderno a favore della “grande struttura” dello stile Yang propria di Yang Cheng Fu.

Il motivo di questo viene tradizionalmente spiegato con la motivazione che gli allenamenti della “piccola struttura” dello stile Yang fossero così tanto duri da non permettere alla maggior parte degli allievi di completare il proprio percorso di studi. Cosicchè dopo tempo il numero degli allievi diminuiva sempre più.

Tuttavia, i discendenti del maestro Yang Shao Hou, anche se non particolarmente famosi a livello internazionale, continuano a perpetuare in Cina gli insegnamenti dei propri antenati.

Risorse:

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