Non sono molti i filmati in rete che mostrano il maestro Chen Peishan che esegue lo stile Chen Xiaojia. Questo è forse uno dei più recenti, e ritrae Chen Peishan presso la scuola Qing Feng e Teng Long dei maestri Carmela Filosa e Stanislao Falanga.
Anche se breve molto interessante anche per la presenza, durante l’esecuzione, di molte emissioni di forza.
Interessante perchè considerato il primo video tutorial sul Taijiquan mai girato. Questo video ha il pregio di essere veramente molto chiaro nell’esecuzione della forma e nella spiegazione delle applicazioni marziali. Basato sulla variazione dello stile Yang insegnato dalla scuola Tung. Incluso anche un metodo di allenamento del “Palmo d’acciaio” (di evidente derivazione Shaolin) che può tranquillamente essere integrato con la pratica del Taijiquan.
Parte Prima
La forma, le applicazioni marziali
Parte seconda
Applicazioni marziali e allenamento del “palmo d’acciaio” Shaolin
In questo interessante filmato un’esempio delle principali tecniche di Tui Shou (spingere con le mani) dello stile Chen. In questo filmato i movimenti sono eseguiti da Wu ying feng e Chen Xili, maestri della scuola Laojia (Antica struttura) dello stile Chen.
Innanzitutto devo ringraziare chiunque visiti Taijispot, perchè l’enorme numero di accessi che stà avendo in quest’ultimo periodo mi riempie d’orgoglio.
Un progetto avviato come un hobby, a poco poco sta diventando una cosa seria! Di seguito, ma non senza importanza, voglio ringraziare, oltre a tutti i “silenziosi” autori di altri siti da cui prendo notizie e informazioni (ma che mi premuro sempre di citare! .ndt), anche i miei maestri che hanno accettato di buon grado di supportarmi, anche se non ufficialmente, in questo mio progetto. Quindi un ringraziamento speciale va (in ordine gerarchico .ndt) alla maestra Carmela Filosa (sempre prodiga di complimenti), al maestro Vito Marino (i cui articoli su Taijispot sono alcuni tra i più letti), al maestro Riccardo Lombardo (che usandomi come “uomo di legno” mi fa divertire da morire, non esageriamo però! .ndt).
A loro, ma anche a Ivana Vinci, Elisa, Giovanna, Antonio e Giuseppina e a tutti i compagni di studi e pratica (anche a distanza…forza Mario Lucci…di nuovo campione italiano…e forse a breve autore di Taijispot?) dedico il mio lavoro su questo blog.
Resa nota dal pluripremiato film “La tigre e il Dragone” (En. “Crouching tiger, Hidden dragon”) la scuola Wudangquan (letterlamente “boxe del monte wudang”) è un insieme di stili interni e in particolare Taijiquan, Xingyiquan e Baguazhang.
Il Wudangquan nacque grazie ai monaci taoisti stabilitisi sul monte Wudang (Wudang shan), che si trova nella Cina centro-meridionale. I monaci, oltre a praticare la meditazione, eseguivano anche esercizi fisici che, col tempo e come accadde per la scuola Shaolin, diventarono un’arte marziale.
La leggenda vuole che il periodo in cui sia nato il Wudangquan sia l’epoca Ming e, in particolar modo, grazie a Zhang Sanfeng con “la boxe delle 13 posizioni, delle 8 porte e delle 5 mani” che passando attraverso i secoli varie modifiche sarebbe diventata quello che è oggi.
Tutti i principali stili interni delle arti marziali cinesi sono inclusi e praticati nella scuola Wudang. E’ importante però sottolineare che a differenza della scuola Shaolin, le arti marziali interne da cui è principalmente composta, non sono nate sul monte Wudang (il Taijiquan è nato a Chenjagou, lo Xingyiquan è originario delle provincia dello Shanxi e solo il Baguazhang è stato creato vicino il monte Wudang). L’unico stile tradizionale e “nativo” del monte Wudang è il cosiddetto “Wudang Taijiquan” che è un misto di Bagua lineare (il movimento caratteristico del Bagua è circolare), Xingyiquan e altre arti affini. In generale comunque tutte le arti marziali interne possono essere considerate affini al Wudang in quanto condividono gli stessi principi di base (sopratutto Taoisti).
Analizzando, infatti, la teoria e i movimenti della scuola Wudang si può notare la stretta correlazione che intercorre tra arte marziale, Yin e Yang, Taiji, Wuxing (i cosidetti “5 elementi”), Bagua (gli “8 trigrammi”), Jiugong (i “nove palazzi o costellazioni”), i mutamenti (i cosidetti “cambiamenti in movimento”), le reciproca generazione e sopraffazione (Xiang shang e Xiang ke).
La tradizione narra che Zhan Sanfeng esortava i suoi discepoli a esercitare il Jing (forza muscolare) per trasformare tutto in Qi (energia interna) e, successivamente, in Shen (spirito).