Il primo livello del “Gong Fu”
Questo è il livello iniziale di tutti i praticanti del Taijiquan. Gli elementi a cui bisogna prestare attenzione in questa fase sono essenzialmente due:
- Correttezza della postura
- Rilassamento del corpo
Nel Taijiquan la postura corretta è costituita da una posizione eretta ma non rigida del corpo. Per far questo è necessario prestare attenzione ad un punto dell’agopuntura posto alla sommità del capo, di nome “Bai Hui”. Fatto questo sarà necessario assumere una postura cosidetta “a filo di perla” o “a filo di piombo”. Si deve infatti immaginare una linea retta che attraversi la schiena e arrivi al “Dan tien”, zona posta in profondità tra l’ombelico e il pube. E’ nel Dan Tien che secondo la medicina tradizionale cinese (MTC) risiede l’intera energia del corpo. Assumere la postura a filo di perla richiede il lieve rientramento del mento. In questo caso, e in base al punto di vista sia esso medico o marziale, si rilascia il rachide cervicale e si protegge, per quanto possibile, la debole zona della gola.
Successivamente è alle spalle e ai gomiti che bisogna prestare attenzione. Rilassando queste parti del corpo, il torace si sgonfia lasciando libero il diaframma e, quindi, il respiro che così può diventare più profondo. La corretta posizione di spalle e gomiti favorisce la corretta circolazione del “Qi” (energia interna) all’interno del corpo.
Particolare attenzione va prestata, ancora, al rilassamento della vita che è, assieme al rilassamento delle anche, uno dei cardini del movimento del Taijiquan (in particolar modo nello stile Chen, .ndt). Andrà così esercitata la consapevolezza del Dan tien (detto anche “campo del cinabro”). Secondo la MTC, il punto esatto in questione si chiama Qi Hai (“mare del Qi”). La consapevolezza del Dan Tien e il modo di far scaturire il movimento da esso diviene sempre meno difficile con la pratica, anche se all”inizio, e specialmente nei neofiti, è molto difficile da imparare.
Durante la pratica il Dan Tien diventa sempre più forte, donando stabilità e potenza a tutti i movimenti del corpo. Rilassare il Dan Tien consente tra l’altro di “aprire” la schiena e permettere così il fluire del “Qi” tra “Terra e Cielo”.
Il radicamento è uno dei punti chiave del Taijiquan. La radice dei piedi deve essere ben salda a terra, le gambe non rigide e le ginocchia non devono mai superare la linea perpendicolare tra esse e la punta dei piedi. Il punto preciso a cui prestare attenzione per ottenere questo è situato quasi al centro della pianta del piede e poco dietro le dita a sinistra. Tale punto si chiama “Yongquan” ed è collegato, secondo la MTC, al rene che nel corpo umano è l’organo in cui risiede l’energia primigenia (cosidetta “prenatale”).
All’inizio della pratica del Taijiquan è quasi impossibile tener conto di tutti questi fattori contemporaneamente, quindi è bene esercitarsi a tenere il corpo eretto. Con allenamento e costanza tutto avverrà automaticamente, a volte senza neanche rendersene conto.
La corretta postura nella pratica del Taijiquan favorisce effetti benefici sulla salute (“interna” ed “esterna”) di ogni individuo, mentre il persistere nell’esatto contrario può causare spiacevoli problematiche. E’ quindi molto importante imparare bene la corretta postura del corpo.
Con un buon allenamento e tanta perseveranza è possibile superare la parte “esterna” del Taijiquan in un’anno. E’ possibile, in questa fase, percepire la circolazione del “Qi” al proprio interno, anche se non si può direzionarlo o utilizzarlo al meglio, come invece dovrebbe essere, perchè la “Jin” (forza) è troppo fisica e rigida e in questa fase si interrompe tra una parte e l’altra del corpo.
Secondo la teoria di Yin (morbidezza e cedevolezza) e Yang (durezza e rigidità), in questa fase prevale troppo la parte Yang (un buon 90%) mentre poca è la parte Yin (il 10%).
A questo livello il proprio Taijiquan non è ancora adatto allo scopo marziale.
Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.
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Particolare attenzione va prestata, ancora, al rilassamento della vita … Andrà così esercitata la consapevolezza del Dan tien (detto anche “campo del cinabro”). Secondo la MTC, il punto esatto in questione si chiama Qi Hai (”mare del Qi”). … Rilassare il Dan Tien consente tra l’altro di “aprire” la schiena …
Questi passaggi a mio avviso dimostrano come la questione terminologica sia una difficolta’ che spesso non riesce ancora a rendere la didattica del Taijiquan efficace. Propongo una mia interpretazione del passo.
“Vita” in italiano indica la zona intorno all’ombelico, una “fetta” di corpo circolare che dall’addome medio e basso davanti, fino alla zona lombare, compresi i fianchi. Vita, “yao” in cinese, indica piu’ la zona lombare e il dantian (internamente). Rilassare la vita, “yao”, secondo me potrebbe meglio essere definita come un “raddrizzamento” della zona lombare, come se il punto “mingmen”, situato tra la II e la III vertebra lombare, fosse un po’ tirato indietro, e contemporaneamente il dantian fosse tirato un po’ in dentro. In sostanza si tratterebbe di diminuire la curva lombare in modo che il movimento di trasferimento dell’energia cinetica che da “yao” arriva alle mani fosse pieno di energia e non fiacco.
I termini “rilassare la vita” e “aprire la schiena” cosi’, invece che sembrare antitetici, indicherebbero la stessa cosa.
Vito
Indubbiamente questa interpretazione del passo è più precisa, anche perchè la differenza di interpretazione tra il termine “vita” in italiano e in cinese, sinceramente, mi appare come una novità. Alla luce di questo la tua interpretazione risulta certamente più corretta. La terminologia, in questo caso, risulta fondamentale per la trasmissione del significato.
[...] Oltre questo, la forma deve essere eseguita con precisione in modo che l’energia scorra fluente e senza interruzioni controllata dalla vita/bacino (commenti degli articoli precedenti sull’interpretazione “trans-culturale di questa zona …). [...]
[...] Oltre questo, la forma deve essere eseguita con precisione in modo che l’energia scorra fluente e senza interruzioni controllata dalla vita/bacino (commenti degli articoli precedenti sull’interpretazione “trans-culturale di questa zona …). [...]