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Il ferro avvolto nel cotone

Taiji Quan – Tecnica di lunga vita (Libro)

Pubblicato da taijispot su Maggio 6, 2008

Il libro di Catherine Despeux, Taiji Quan – Tecnica di lunga vita” della Edizioni Mediterranee è di gran lunga il miglior testo in italiano sul Taijiquan (sebbene tradotto dal francese, e chi mastica anche poco la lingua d’oltralpe se ne accorgerà .ndt) che abbia finora letto.

Di solito, i libri tradotti nella nostra lingua si limitano a trattare superficialmente la materia o, al contrario,troppo approfonditamente. Catherine Despeux è una studiosa e praticante del Taoismo nonchè sinologa, e nella prima parte del libro si vede. Le informazioni trasmesse sono molto approfondite e le citazioni dei testi originali abbondano ma l’autrice non si dilunga mai troppo su un argomento riuscendo ad essere concisa e fluida (merito del Taijiquan? ;-) .ndt).

La parte teorica , senza privilegiare nessuno stile in particolare, è molto colta e permette di afferrare alcuni elementi che senza un lungo allenamento, un buon maestro, tanta pratica e tanto studio è impossibile comprendere e padroneggiare.

La parte pratica, completa di illustrazioni, spiega la forma tradizionale di Yang Cheng Fu con relative applicazioni marziali (interessante il commento in alcune di loro, specialmente quella contenuta ne ”Il serpente bianco dardeggia la lingua” ,che viene descritta dall’autrice come una tra le più letali della scuola Yang .ndt). Si continua con il Tui Shou (teoria e pratica), brevemente trattato, e una forma a due per l’applicazione marziale della forma (duilian) già segnalata da Taijispot su questo “discusso” articolo.

Ma la parte più interessante è sicuramente l’ultima, in cui viene descritta la pratica e la teoria della scuola Chen del Taijiquan, in generale, che comunque (tanto di cappello per l’umiltà .ndt) viene illustrata soltanto in rapporto al Trattato illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” scritto da Chen Xin (detto anche Chen Pinsan) dato che l’autrice non conosce il Taijiquan Chen.

Sicuramente, nel momento in cui scrivo questa è l’unica fonte pubblicata in italiano sul famoso manoscritto.

Consiglio questo libro ai veri appassionati visto che tanti passi e informazioni potrebbero risultare ostiche a chi è ancora a digiuno di teoria. Per quello consiglierei altro ma non questo libro!

Risorse:

7 Risposte a “Taiji Quan – Tecnica di lunga vita (Libro)”

  1. linshao79 detto

    “Lo studio (ndr.leggere troppi libri in materia) senza la pratica è inutile. La pratica (ndr.fare,fare senza comprendere ciò che si fa)senza lo studio è deleteria!”
    (Detto cinese del Kung Fu)

    Il Maestro Falanga e la Maestra Filosa lo ripetono in continuazione.

    Saluti Mario.

  2. taijispot detto

    Ciao Mario!Bentornato tra di noi…quanto tempo!Mica ti sarai montato la testa visto che sei di nuovo campione italiano(o no?). A parte tutto volevo sapere se hai avuto la possibilità di leggere questo libro. Penso che sia uno tra i migliori e approfonditi disponibili al momento in italiano. Sarei felice di conoscere la tua opinione!

  3. Vito detto

    Ho letto il libro anni fa, e l’ho ripreso in mano stimolato dal blog. L’impressione che avevo avuto e che ho e’ che sia ben scritto, equilibrato, per esempio, anche quando parla delle origini del Taijiquan distinguendo tra origini leggendarie e origini storiche.
    La Despeux e’ una grande sinologa, e consiglio anche la lettura del piu’ complesso ma affascinante suo “Taoismo e corpo umano”, che descrive uno Xiuzhentu, una mappa esoterico-alchemico-taoista del corpo umano e dei suoi simbolismi.
    Naturalmente d’accordo con Mario, parafraserei il detto tradizionale con un altro siculo, “e’ bella la grammatica ma e’ bella anche la pratica”, con i due termini “grammatica” e “pratica” intercambiabili…

    Vito

  4. taijispot detto

    Sono d’accordo caro Vito, sia col fatto che il libro sia ben scritto, sia col fatto che bisogna sempre allenarsi e praticare per capire quello che viene letto nei libri. All’intercambiabilità dei termini dell’ “antico” detto aggiungerei infine una nota sulla pronuncia da utilizzare durante la sua enunciazione. Io sceglierei un’accento palermitano zona Zisa, che tu dovresti ben conoscere.

  5. linshao79 detto

    Il libro l’ho letto un pò di anni fa, poi l’ho riletto l’anno scorso verso gugnio, trovo molto ben articolata tutta la stesura e più che soddisfacente, ma il limite del libro sta proprio nel periodo in cui è stato scritto.
    L’autrice, eccellente sinologa, non è una buona praticante (o non lo era al tempo dei fatti), questo ha in qualche modo condizionato la stesura, poichè ne ha chiuso la visione marziale, tanto è vero che lei stessa enuncia, ma non approfondisce i principi, come lo farebbe un praticante scrupoloso.
    Beh!, cmq tutti i meriti possibili ed immaginabili all’unica europea che ha trattato, meglio dire, fotocopiato delle parti fondamentali del trattato della Famiglia Chen, su tutti l’immagine che avvalora la tesi, che la XiaoJia sia quella più vicina alle origini dello stile.
    Saluti a tutti!

    PS: Marco sto preparando un articolo che sottoporrò a Taijispot!

  6. taijispot detto

    Si, hai ragione è la stessa impressione che ne ho avuto io. La Despeux più che una praticante che scrive della teoria sembra il contrario. Ma del resto la pubblicazione originale sembra della fine degli anni ‘70 e, come le nostre carte d’identità ci ricordano immancabilmente, ne è passata di acqua sotto i ponti.

    P.S.: Evvaaaaaaaai!!!Finalmente direi io.Aspetto com impazienza il tuo scritto.

  7. [...] o indirettamente, ma non sono mai riuscito a trovare la versione digitale completa. Nel libro “Taijiquan tecnica di lunga vita” di Catherine Despeux abbiamo anche recensito una sezione totalmente dedicata, con illustrazioni e commenti (in lingua [...]

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