Taijispot

Il ferro avvolto nel cotone

Archivio per Maggio, 2008

Chenjiagou…dove è nato il Taijiquan!

Pubblicato da taijispot su Maggio 30, 2008

Sono sicuro che molti praticanti, sopratutto di Taijiquan stile Chen, spesso e volentieri si chiedano come possa essere il famoso “villaggio Chen”, dove tutto quello che viene chiamato Taijiquan ha avuto inizio e dove tante leggende e racconti sono stati ambientati.

Beh, confesso che spesso me lo sono chiesto pure io (non è che si trovi poi così tanto materiale in giro)…poi ho trovato questo link.

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Seminario Taiji Chen Xiaojia (piccola struttura) del 25-05-2008

Pubblicato da taijispot su Maggio 21, 2008

E’ stato confermato per il 25 maggio 2008 il seminario di Taijiquan stile Chen che sarà tenuto dal maestro Vito Marino presso la palestra Bodyline di Paceco (Trapani). Il seminario si svolgerà in mattinata, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Per maggiori informazioni sarà possibile contattare la palestra Bodyline telefonando allo (+39) 0923526017

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La piccola struttura di Yang Shao Hou

Pubblicato da taijispot su Maggio 16, 2008

Il Taijiquan stile Yang divenne famoso attraverso l’abilità del suo fondatore, Yang Lu Chan, che fu così abile da guadagnare il prestigioso titolo di “Yang l’invincibile”. L’arte che Yang Lu Chan insegnava e praticava, con i suoi figli e i suoi studenti, era però differente dal Taijiquan stile Chen, nella versione resa popolare da Chen Fake, e da cui lo stile Yang del Taijiquan trae origine.

 


Yang Lu Chan, fondatore dello stile Yang

   

Si pensa che l’arte che Yang Lu Chan praticasse fosse una forma modificata delle stile Chen di Chen Chang Xin, il quale studiò sotto la guida di Jiang Fa. Wu Tu Nan, uno dei più rispettati maestri di Taijiquan, nelle sue conversazioni con Chen Xin, apprese che Chen Chang Xin  imparò la forma di Jiang Fa e la modificò.

La vecchia forma del Taijiquan stile Yang insegnata da Yang Lu Chan e i suoi figli a Yung Nien, prima di trasferirsi nella capitale per insegnare alla corte imperiale, è ancora esistente ed è molto simile alla forma Yang moderna, ma allo stesso tempo dissimile dal Taijiquan stile Chen. Questo conferma comunque che l’arte insegnata da Yang Lu Chan non fu mai Taijiquan stile Chen. Essa conserva le caratteristiche della forma moderna del Taijiquan stile Yang, conserva le emissioni di forza (fa jing), ma allo stesso tempo differente dallo stile moderno del Taijiquan stile Chen nella postura.

 

YAng Shao Hou
Yang Shao Hou, formidabile combattente detto anche lui “Yang l’invincibile”

       

Yang Ban Hou guadagnò anche lui il nome di “Yang l’invincibile”, e la sua abilità fu seconda solo a quella di suo padre, Yang Lu Chan. Tuttavia non ebbe molti discepoli a causa della sua natura irrascibile e bellicosa. Suo nipote, Yang Shao Hou, fu affidato a lui come un figlio adottivo, ricevendone in cambio sia la sua abilità che la natura combattiva. Appartenente alla terza generazione della famiglia Yang, si è certi del fatto che Yang Shao Hou vide praticare e fu allenato, personalmente, dal nonno Yang Lu Chan. La sua abilità nel Taijiquan era superiore agli altri, ma siccome durante gli allenamenti non risparmiava nessuno, aveva pochi studenti. Yang Shao Hou divise il proprio prestigio con il ben più famoso fratello minore, Yang Cheng Fu e fu molto conosciuto per le già descritte abilità nel combattimento. Come suo fratello minore, non fu mai battuto da nessuno.

L’arte di Yang Shao Hou

Quando Yang Shao Hou rese pubblica per la prima volta la sua arte, la sua forma era la stessa del fratello minore, Yang Cheng Fu. Più avanti negli anni, insegnò soltanto a studenti esperti che conoscevano già in maniera approfondita la “grande struttura” del Taijiquan Yang. A questi insegnò la “piccola struttura” che veniva eseguita molto velocemente, ma senza perdere le qualità della grande struttura come, ad esempio, la rilassatezza, l’affondare il qi nel dantien, la calma e la continuità nel movimento. Gli oltre 200 movimenti della forma venivano eseguiti molto velocemente, in 2 o 3 minuti.

Questa forma prendeva il nome di “piccola struttura” grazie ai suoi movimenti compatti, che comunque deve essere distinta dalla “piccola struttura” di Yang Lu Chan e Yang Ban Hou insegnata alla corte imperiale. Questa forma arriva oggi fino a noi attraverso il lignaggio di Wu Chien Chuan. Tuttavia ci sono degli elementi comuni nelle due forme della “piccola struttura”. La piccola struttura di Yang Shao Hou è essenzialmente una combinazione di elementi della “grande struttura” e della “piccola struttura” e viene eseguita velocemente. Secondo Wu Tu Nan, la piccola struttura di Yang Shao Hou è conosciuta anche come la “forma comune”. Si pensa sia stata creata originariamente da Yang Lu Chan che sintetizzò l’essenza del suo Taijiquan in questa forma avanzata da combattimento.

Questa forma può essere imparata solo dopo aver raggiunto alti livelli di conoscenza nella “grande struttura”, quindi non è questa stessa eseguita velocemente. E’ differente dalla “Boxe lunga” di Yang Cheng Fu, anche se vi sono elementi simili e simili teorie sull’allenamento.

Il Taijiquan di Yang Shao Hou mostra la conoscenza di avanzati livelli di abilità che sono un’estensione delle basilari conoscenze di “sensitività”, controllo del proprio baricentro e della propria posizione di vantaggio rispetto all’avversario per arrivare così ad una robusta emissione di forza. Queste abilità includono oltre l’attacco dei punti vitali, la rottura e il bloccaggio delle ossa, la divisione dei tendini, il bloccaggio e il controllo dei punti di pressione per regolare l’afflusso del sangue, anche spettacolari emissioni di forza (fa jing) a grande velocità e in movimento, con tecniche in continuo mutamento così da non lasciare respiro all’avversario. Ma tuttavia, senza padroneggiare prima le abilità fondamentali, quelle avanzate non potevano essere imparate ed applicate.

Quando Yang Shao Hou eseguiva la forma, i suoi occhi seguivano la direzione dei movimenti, scattavano e allo stesso tempo guardavano in ogni direzione e spesso, durante una combattimento, assumeva un sorriso beffardo sul proprio viso urlando per distrarre l’avversario. Anche se i suoi movimenti erano rilassati, profondi e continui, la sua forma era così rapida che sembrava sfrecciare in ogni direzione. Quelli che lo vedevano combattere ed eseguire la forma lo ammiravano e molti desideravano acquistare la sua abilità. Tuttavia ben pochi riuscivano a sopportare il duro allenamento necessario ad acquisirle.

Sebbene Yang Shao Hou avesse solamente pochi studenti, possiamo ritenerci fortunati che la sua forma esista ancora oggi, anche se è conosciuta e praticata da un limitato numero di maestri ed allievi. Le abilità avanzate necessarie a praticare correttamente la forma sono visibili ancora oggi, ma a volte non correttamente interpretate. Così, imparare la forma prima di capirla , dà soltanto l’estetica del movimento e non l’essenza dell’arte. Facendo così non si potrà mai apprenderla appieno!

La forma della “Piccola struttura”

La piccola struttura di Yang Shao Hou consisteva in 73 tecniche, per un totale di più di 200 movimenti. Nella postura era simile alla “grande stuttura” e prendeva alcune tecniche dalla forma antica Yang come ad esempio “Girarsi con doppio colpo di gamba”. La postura era quindi un misto della grande e della piccola struttura Yang insegnata da Yang Lu Chan e Yang Ban Hou alla corte imperiale. Nei primi tempi, prima che l’arte fosse resa pubblica, soltanto alcuni studenti imparavano la “grande struttura”, mentre alla corte imperiale veniva subito insegnata la “piccola struttura” perchè più adatta per combattere con i lunghi abiti imperiali. Così c’erano molte tecniche simili alla “piccola struttura” Yang, così come tramandata da Quan Yu a suo figlio Wu Chien Chuan. Le tecniche “pugno sotto il gomito”, “respingere la scimmia” e la prima “postura bassa” somigliano tutte a quelle della forma di Wu Chien Chuan.

Quando si iniziano ad imparare, le tecniche vengono praticate lentamente e con molta fatica, ad una velocità maggiore della “grande struttura” ma non ancora alla velocità finale. La forma viene eseguita una tecnica alla volta con brevi sequenze, fino a che la resistenza degli studenti e l’esercizio porti ad unire le brevi sequenze insieme fino a formarne l’intera. Nell’insegnare la forma, Yang Shao Hou spesso faceva praticare i propri studenti su una specie di tavolino alto per assicurasi che imparassero a gestire le brevi distanze.

La forma faceva frequente uso delle “postura vuota” che ha le gambe unite e le ginocchia piegate con il peso e la radice su una gamba e veniva frequentemente utilizzata come una veloce chiusura. L’intera forma veniva eseguita in maniera agile e stabile, e la parte superiore del corpo doveva avere una postura “a filo di piombo”. La potenza dietro ogni tecnica veniva generata dall’intero corpo mosso in coordinazione.

Le abilità e le tecniche dello stile Yang in combattimento

Le forme del Taijiquan Yang sono i mezzi con cui vengono rese evidenti la qualità combattive. Tutte le forme dello stile Yang del Taijiquan possiedono, al loro interno, abilità (o tecniche) avanzate. Tuttavia, ogni diversa forma, e il modo in cui vengono eseguite, danno significativi aspetti a queste abilità.

Le componenti base del combattimento richiedono stabilità, efficienza, unità della mente e del corpo, sensitività, controllo del centro, posizione di vantaggio e agilità. E ‘ da queste abilità che quelle avanzate vengono sviluppate. Il controllo del baricentro, è l’aspetto più importante del Taijiquan stile Yang in combattimento. Ma contrariamente a quanto molte persone pensano, squilibrare l’avversario per farlo cadere, e poi colpirlo, non è la sola tecnica utilizzata nel Taijiquan stile Yang, anche se viene spesso usata quando non si vogliono causare danni gravi o seri traumi al proprio avversario.

In ogni caso, per gli avversari pericolosi, queste abilità risultano utili. Queste tecniche sono basate tutte sulla sensitività e sul controllo del baricentro. Esistono vari tipi di tecniche da poter utilizzare. Ognuna di queste, però, può essere insegnata solo da un maestro esperto.

Una delle più “interne” di queste abilità, ma che attualmente non può considerarsi tale visto che è “soltanto” l’attaccare i punti vitali dell’avversario e il “Dian Xue”o “pressione dei punti vitali”. La pressione dei punti vitali in combattimento può causare danni gravi, la paralisi o anche la morte. Dissimilmente dal “colpire” i punti vitali, la pressione richiede all’esecutore della tecnica un minimo sforzo fisico con massimo risultato offensivo.

Il bloccaggio delle articolazioni è una tecnica presente anche nelle arti marziali esterne. Il concetto che sta alla base è bloccare l’avversario con delle leve articolari. Nel Taijiquan stile Yang il bloccaggio delle articolazioni dell’avversario e le leve, una volta applicate, devono essere utilizzate in maniera appropriata.

La rottura delle ossa è invece differente. Non ha importanza quanto una persona sia morbida o robusta, perchè le ossa saranno sempre dure e rigide. La rottura delle ossa utilizza la conoscenza dell’ampiezza del movimento delle articolazioni e delle giunture nel corpo per poi romperle, e neutralizzare così l’avversario. Anche in questo caso, la conoscenza del proprio corpo e del movimento sono abilità necessarie per la corretta applicazione e l’efficacia di questo tipo di tecniche.

La “divisione dei tendini” è simile alla slogatura dei muscoli. Qui vi è di nuovo il peso stesso dell’avversario contro la forza bruta. La struttura muscolare deve essere ben conosciuta ed individuata assieme all’attacco e alle intersezioni dei muscoli e dei tendini perchè queste tecniche risultino efficaci.

Bloccare e controllare la circolazione sanguigna attraverso i punti di pressione può provocare la paralisi dell’avversario o fargli perdere momentaneamente l’uso degli arti a causa del cattivo afflusso di sangue. Ciò è differente dall’attacco ai punti di pressione perchè, in questo caso, sono le arterie ad essere presi in considerazione. Come al solito, sono il peso dell’avversario e il suo stesso movimento a rendere efficace l’attacco.

L’attacco psicologico fa parte anch’esso delle abilità avanzate, giocando sulle emozioni e sulla psicologia dell’avversario. Sia Yang Ban Hou che Yang Shao Hou sono ricordati per le loro espressioni e i loro stati d’animo nell’esecuzione della forma e nel combattimento, in quanto emettevano urla e grida in particolari momenti. Questo serviva a causare paura, shock e indecisione nell’avversario.

La “piccola struttura” di Yang Shao Hou oggi

Sfortunatamente Yang Shao Hou insegnò la sua forma soltanto ad un ristretto gruppo di allievi. Oggi di conseguenza sono veramente poche le persone che conoscono e praticano la sua forma. Come la “Boxe lunga” del Taijiquan anche la “piccola struttura” è una forma avanzata che veniva insegnata soltanto a chi aveva imparato la “grande struttura”. Solamente alcuni allievi selezionati, e i primi allievi riuscirono ad imparare queste forme avanzate. Questo sicuramente a causa della mancanza di tempo dei maestri, impegnati a viaggiare per le città e che si fermavano in ogni località poco tempo alla volta.

La “piccola struttura” del Taijiquan stile Yang rappresenta un’aspetto dell’arte di cui si conosce ben poco l’esistenza. Sebbene la “piccola struttura” sia differente dalla grande struttura, i suoi principi e le sue teorie rimangono le stesse. Essa è una chiara rappresentazione del Taijiquan stile Yang nella sua massima espressione: un’arte marziale mortale e una delicata disciplina di benessere che dona longevità e, allo stesso tempo abilità nel combattimento, forma fisica e una buona mobilità del corpo.

Libera traduzione dall’inglese dell’articolo “Yang Shao Hou’s Small Frame”  di Peter Lim Tian Tek. Ogni diritto dei relativi proprietari .

Risorse e riferimenti:

 

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Taiji Quan - Tecnica di lunga vita (Libro)

Pubblicato da taijispot su Maggio 6, 2008

Il libro di Catherine Despeux, Taiji Quan - Tecnica di lunga vita” della Edizioni Mediterranee è di gran lunga il miglior testo in italiano sul Taijiquan (sebbene tradotto dal francese, e chi mastica anche poco la lingua d’oltralpe se ne accorgerà .ndt) che abbia finora letto.

Di solito, i libri tradotti nella nostra lingua si limitano a trattare superficialmente la materia o, al contrario,troppo approfonditamente. Catherine Despeux è una studiosa e praticante del Taoismo nonchè sinologa, e nella prima parte del libro si vede. Le informazioni trasmesse sono molto approfondite e le citazioni dei testi originali abbondano ma l’autrice non si dilunga mai troppo su un argomento riuscendo ad essere concisa e fluida (merito del Taijiquan? ;-) .ndt).

La parte teorica , senza privilegiare nessuno stile in particolare, è molto colta e permette di afferrare alcuni elementi che senza un lungo allenamento, un buon maestro, tanta pratica e tanto studio è impossibile comprendere e padroneggiare.

La parte pratica, completa di illustrazioni, spiega la forma tradizionale di Yang Cheng Fu con relative applicazioni marziali (interessante il commento in alcune di loro, specialmente quella contenuta ne ”Il serpente bianco dardeggia la lingua” ,che viene descritta dall’autrice come una tra le più letali della scuola Yang .ndt). Si continua con il Tui Shou (teoria e pratica), brevemente trattato, e una forma a due per l’applicazione marziale della forma (duilian) già segnalata da Taijispot su questo “discusso” articolo.

Ma la parte più interessante è sicuramente l’ultima, in cui viene descritta la pratica e la teoria della scuola Chen del Taijiquan, in generale, che comunque (tanto di cappello per l’umiltà .ndt) viene illustrata soltanto in rapporto al Trattato illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” scritto da Chen Xin (detto anche Chen Pinsan) dato che l’autrice non conosce il Taijiquan Chen.

Sicuramente, nel momento in cui scrivo questa è l’unica fonte pubblicata in italiano sul famoso manoscritto.

Consiglio questo libro ai veri appassionati visto che tanti passi e informazioni potrebbero risultare ostiche a chi è ancora a digiuno di teoria. Per quello consiglierei altro ma non questo libro!

Risorse:

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