Taijispot

Il ferro avvolto nel cotone

Archivio per Marzo 2008

Il Taijiquan,Yang Lu chan e le arti marziali interne (nèijiāquán)

Pubblicato da taijispot su Marzo 27, 2008

Yang Lu Chan Si narra che Yang Lu Chan (il fondatore dello stile Yang del Taijiquan .ndt) fu invitato a Pechino presso la residenza di Chang, un ricco signore che era venuto a conoscenza della sua abilità. Yang Lu Chan era piccolo di corporatura e non aveva l’aria di un combattente. Quando Chang lo vide, pensò che la sua abilità fosse scarsa e gli servì un pranzo modesto. Yang Lu Chang intuì i pensieri del suo anfitrione ma continuò a comportarsi come un ospite d’onore. Più tardi Chang gli domandò se il suo Tai Ch’i, essendo così morbido, poteva sconfiggere gli avversari.

Dato che lo aveva invitato per sua reputazione di grande combattente, questa domanda era una evidente provocazione. Yang rispose che c’erano solo tre tipi di persone che non poteva battere: gli uomini di ottone, gli uomini di acciaio e gli uomini di legno. Chang chiamò presso di sè la sua guardia del corpo più forte, di nome Liu, per testare l’abilità di Yang. Liu avanzò in modo aggressivo e partì all’attacco di Yang.

Yang semplicemente lo evitò e lo lanciò in mezzo al giardino. Chang fu molto impressionato e ordinò immediatamente un pranzo suntuoso per Yang. Più tardi gli chiese di lavorare per lui, offrendogli un grossa somma di danaro. Yang, conoscendo il carattere di Chang, cortesemente rifiutò l’offerta.

Estratto da http://www.itcca.it/peterlim/italiano/notestoriche.htm

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Taijiquan 49 movimenti Yang

Pubblicato da taijispot su Marzo 23, 2008

Molti conoscono la forma di 24 movimenti semplificata inventata nel 1956 dalla commissione sportiva di Pechino per favorire la diffusione del Taijiquan in ampi strati di popolazione, altri ancora conoscono la forma lunga tradizionale della famiglia Yang di 103 movimenti.

Meno persone invece, sono a conoscenza del fatto che la famiglia Yang, nella persona dei loro rappresentanti Yang Zhenduo (4° gen. del Taijiquan stile Yang) e Yang Jun (6° gen. del Taijiquan stile Yang), praticano e insegnano ai propri allievi una forma dimostrativa composta da una sequenza di 49 movimenti.  Non si tratta di una forma semplificata, ma di un vero e proprio “condensato” della sequenza lunga tradizionale, senza ripetizioni e molto più breve.

I movimenti della sequenza tradizionale di 103 movimenti sono tutti presenti,  così come la sua struttura e la sua ratio. Tuttavia, la forma di 49 movimenti è stata creata esclusivamente per le esibizioni, e dal punto di vista “strutturale” e “dinamico” le caratteristiche rimangono le stesse. Le uniche differenze rilevanti rispetto alla forma lunga, consistono in alcuni movimenti di transizione e in alcuni movimenti di passaggio, per arrivare ad altri movimenti, che nella sequenza lunga sono eseguiti in maniera differente.

Come già ribadito, la sequenza di 49 movimenti è stata creata principalmente per le esibizioni, e non per la pratica individuale. Come da indicazioni del maestro Yang Jun, bisogna sempre fare un pò di riscaldamento prima di eseguirla, perchè la disposizione dei movimenti al suo interno porta quasi da subito ad eseguire sforzi fisici. La forma lunga tradizionale di 103 movimenti invece, porta gradatamente a movimenti impegnativi e li equilibra con ripetizioni , con una precisione quasi scientifica.

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Seminari di Taijiquan Chen Xiaojia- Aprile/Maggio 2008

Pubblicato da taijispot su Marzo 14, 2008

I prossimi seminari di Taijiquan Chen Xiaojia con i maestri Vito Marino e Riccardo Lombardo, presso la palestra Bodyline di Paceco (Trapani), si terranno nelle seguenti date:

  • 20 aprile 2008 con il maestro Riccardo Lombardo
  • 25 maggio 2008 con il maestro Vito Marino

Per maggiori informazioni sarà possibile contattare la palestra Bodyline di Paceco (Trapani) telefonando allo 0923- 526017

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Armi del Taijiquan e Teoria dei 5 Movimenti (Wuxing)

Pubblicato da taijispot su Marzo 11, 2008

L’allenamento e la pratica delle armi fa parte da sempre della tradizione del Taijiquan. Molte sono le armi usate nelle varie scuole di Taijiquan, ma generalmente quattro di esse sono considerate le principali: il bastone lungo (Gun), la lancia (Qiang), la sciabola (Dao) e la spada (Jian)

In particolare, per i motivi che vedremo dopo, la spada Jian è considerata l’arma “nobile” per eccellenza, considerazione condivisa anche da guerrieri di altre epoche e paesi, basti pensare ai Cavalieri medievali europei o ai Samurai giapponesi.

Come dice Chang Dsu Yao a proposito di un detto tradizionale: “Dapprima è l’uomo che muove l’arma, poi arma e uomo diventano uniti, infine è l’arma che muove l’uomo”, e ciò sottolinea l’intima unione che la pratica dell’arma crea tra praticante e arma stessa. L’energia del praticante deve a poco a poco fluire attraverso l’arma, come se essa fosse un prolungamento del proprio corpo, e la zona di unione tra il corpo e l’arma (le mani) una ulteriore articolazione del corpo.

Ogni arma allena le abilità del praticante in modo diverso, e l’insieme della pratica delle armi costituisce di per sé un metodo di sviluppo fisico, muscolare e di coordinazione e scioltezza, completo.

Le armi, insieme alle “mani nude”, o il “pugno” del Taijiquan, sono in relazione al modello dei “Cinque Movimenti”, (o “Cinque Elementi”, “Wuxing”) della Cosmologia e Medicina Tradizionale Cinese. In particolare, le relazioni sono le seguenti: 

  • Bastone lungo – Legno
  • Lancia – Fuoco
  • Mani nude (pugno) – Terra
  • Sciabola – Metallo
  • Spada – Acqua

Le leggi che regolano le relazioni tra i Cinque Movimenti suggeriscono interessanti spunti di riflessione sul pensiero analogico tipicamente cinese applicato alle arti marziali. La Terra è il luogo in cui tutte le cose si manifestano, è il luogo dove inizia la pratica e si percorre la “via”, cosi’ la pratica inizia a mani nude.

Se prendiamo in considerazione il ciclo di controllo dei Wuxing, vedremo che la Lancia può battere la Sciabola (il Fuoco domina il Metallo sciogliendolo), che la Sciabola può battere il Bastone lungo (il Metallo domina il Legno tagliandolo), che la Spada può battere la Lancia (l’Acqua domina il fuoco spegnendolo). Inoltre, vediamo anche che il Bastone lungo può battere chi è disarmato (il Legno domina la Terra esaurendola), ma che le mani nude possono battere la Spada (la Terra domina l’Acqua assorbendola). Quindi, se è vero che il Bastone lungo può battere le mani nude (potrei aggiungere se il praticante è all’inizio della pratica), d’altra parte le mani nude sono in grado di battere l’arma principe del Taijiquan, la Spada, quando il livello raggiunto è quello della maestria e padronanza dell’Arte. In conclusione, chi è in possesso di un’arma ha un vantaggio su chi è disarmato, a meno che però chi è disarmato non abbia raggiunto un alto e completo livello di pratica.

I cinque movimenti (o elementi) 

(tratto dal libro “Zhineng Qigong, manuale completo di teoria e pratica di Qigong” di Vito Marino e Ramon Testa, Nuova Ipsa Editore, Palermo 2007, per concessione degli Autori)  

Nell’antichità i Cinesi, guardando il mondo esterno, osservarono che il nostro universo é composto da cinque categorie di fenomeni, e li chiamarono Legno (mu), Fuoco (huo), Terra (tu), Metallo (jin), Acqua (shui).

In particolare, i primi pianeti conosciuti furono Venere, Saturno, Marte, Mercurio e Giove, poiché sono i cinque pianeti che si possono osservare ad occhio nudo. E i Cinesi notarono che ciascuno dei cinque pianeti presentava una certa sfumatura di colore. Così, Marte è chiamato dai Cinesi “Stella del fuoco”, perché é rosso, Mercurio “Stella dell’acqua”, essendo scuro, Venere é “Stella del metallo” perché e molto brillante, “bianca”, Saturno la “Stella della terra” avendo una sfumatura giallo-arancio, Giove la “Stella del legno” avendo una tonalità verde-bluastra. 

La teoria dei cinque movimenti, così come è ora conosciuta, si riferisce a cinque categorie di fenomeni naturali, e dice che tutti i fenomeni nell’universo corrispondono, riguardo alla loro natura, rispettivamente al Legno, al Fuoco, alla Terra, al Metallo o all’Acqua

Il carattere del legno è crescere e fiorire, il carattere del fuoco e di essere caldo e bruciare, il carattere della terra è di permettere la nascita di tutte le cose, il carattere del metallo è di discendere e di essere chiaro, e il carattere dell’acqua è di essere fredda e di fluire verso il basso. 

Il “movimento” dell’energia del Legno è quello di andare da un punto verso l’esterno, come un albero che spinge verso l’esterno i propri rami e le foglie. Tutto ciò che ha questo tipo di movimento, “appartiene” al movimento legno. L’organo del corpo umano che ha una qualità energetica Legno è il fegato. Al Legno, alle piante in germoglio, è quindi associato l’Est, la primavera, il vento, il colore verde, il sorgere del sole, la primavera, la nascita, l’inizio dell’anno cinese, l’alba.  

Il movimento Fuoco va sempre verso l’alto, quindi per deduzione tutto ciò che ha rapporto con il Fuoco come il calore, il colore rosso, il cuore, il sud, l’allegria e l’euforia, corrisponde al movimento fuoco. All’umore allegro e all’euforia. Al Fuoco è quindi associato il Sud, il punto di massimo calore e luce, l’estate e il mezzogiorno, il rosso, è la fase di massima espansione dell’energia.  

Il movimento del Metallo è centripeto, tutti i movimenti di interiorizzazione, che dall’esterno convergono in un punto, hanno la qualità energetica del Metallo. Il Bianco é il colore del Metallo, il punto cardinale è l’ovest, la sua stagione è l’autunno. Al Metallo è quindi associato l’Ovest, il tramonto, l’autunno, il declino.  Anche la secchezza è in relazione con il movimento Metallo e il polmone. 

L’Acqua ha la natura di scendere verso il basso, di infiltrarsi e di ristagnare. L’Acqua é il nord, l’inverno, il freddo e il nero (le tonilità scure); All’Acqua è quindi associato il freddo, il Nord, l’inverno, la mezzanotte, il nero, il riposo e la quiete prima della ripresa dell’attività.

La natura del movimento Terra è di trasformare, di trasmutare. La Terra dà il nutrimento all’essere umano; tutti i cereali vengono dalla Terra, ma anche gli animali in quanto si nutrono dei prodotti della Terra. La Terra dà nutrimento a tutti gli elementi. Nel corpo umano l’organo che rappresenta l’attività di nutrimento in MTC é la milza, in collaborazione con lo stomaco. Alla Terra è quindi associato l’umidità, il centro, il giallo e l’arancio, il passaggio tra una stagione e la successiva ma anche la fine dell’estate. 

Leggi dei cinque movimenti

Le relazioni tra i cinque movimenti sono rette da quattro leggi, le prime due, la legge di “produzione” o “generazione” e la legge di “controllo”, valgono in fisiologia, e rappresentano il modo in cui ogni organismo si autoregola, le altre due, la legge di “superinibizione” e la legge di “controinibizione”, si manifestano in caso di sregolazione dell’equilibrio omeostatico.

Legge di produzione, o ciclo di generazione (“Sheng”)

Il legno produce, genera il fuoco, il fuoco produce la terra, la terra produce il metallo, il metallo produce l’acqua, l’acqua produce il legno. Così ogni elemento produce il successivo ed è prodotto dal precedente. … Per esempio, la primavera (Legno) genera l’estate, l’estate (Fuoco) genera la fine dell’estate, la fine dell’estate (Terra) genera l’autunno, l’autunno (Metallo) genera l’inverno, l’inverno (Acqua) genera la primavera e il ciclo ricomincia. 

Legge di controllo, o ciclo di inibizione (“Ke”)

Il legno controlla, inibisce la terra, la terra controlla l’acqua, l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno. Così, ogni elemento controlla ed è controllato; ed è la combinazione tra produzione e controllo che mantiene l’equilibrio di tutte le cose e gli essere.  

Per esempio il legno controlla la terra, ma la terra è prodotta dal fuoco; il fuoco è controllato dall’acqua, ma è prodotto dal legno, la terra riesce a controllare l’acqua dei fiumi durante una loro piena … ma a sua volta l’acqua riesce a controllare il fuoco spegnendolo, il fuoco controlla il metallo essendo in grado di scioglierlo, il metallo può tagliare il legno (controllo).

Cinque elementi

per questo articolo: Vito Marino, www.studioadelasia.it

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Wŭ Bāduànjĭn (Otto Broccati del Soldato)

Pubblicato da taijispot su Marzo 10, 2008

Wu baduanjin

L’ideogramma “” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jĭn” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), quindi broccato, anche bello, glorioso. L’insieme Bāduànjĭn si può quindi tradurre con “otto pezzi di broccato (o preziosi)”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi”.

Bāduànjĭn sono una serie di otto esercizi di qìgōng il cui scopo è soprattutto quello di tonificare il qì; per questa peculiarità  vengono praticati in molte scuole di arti marziali ma anche in molte scuole di qìgōng medico. Vengono eseguiti lo stesso numero di volte ogni esercizio.

E’ una sequenza adatta anche per “stirare” i meridiani e favorirne la libera circolazione in qì e del sangue. Equilibra l’energia negli organi interni ed elimina la tensione nervosa ed emotiva. Vi sono diverse sequenze di Bāduànjĭn, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante, adulto, bambino, anziano, sano o malato. Gli esercizi che la compongono possono essere praticati uno o più per volta, o tutti insieme in un’unica sequenza.

Origine della tecnica

L’origine di questa serie di esercizi risale all’epoca della dinastia dei Sòng Meridionali (1127–1279), in quanto in vari testi di quell’epoca, di cui alcuni facenti parte del “Canone Taoista”, se trovano numerose tracce, sebbene possa derivare da più antiche tecniche del periodo degli Stati Combattenti (720-221 a.C.). Verso la fine della dinastia Sòng Meridionali un’opera ne parla in un intero capitolo, chiamato proprio  “Bāduànjĭn”. Nel corso dello sviluppo della tecnica i Bāduànjĭn si differenziarono in varianti della scuola del Nord e della scuola del Sud. La scuola del Nord, chiamata anche “Scuola Yuè Fèi”, dal nome del fondatore, il generale Yuè Fèi, è caratterizzata da una pratica più complicata e basata su esercizi vigorosi. Molti degli Otto Broccati di questa scuola si praticano nella “posizione del cavaliere”, “mǎbù”.

Per tutti questi motivi i “Bāduànjĭn” al Nord vengono chiamati anche “Wŭ Bāduànjĭn”, ovvero “gli Otto Broccati del Soldato” (il carattere Wŭ, vedi sopra, indica in basso a sinistra “stop”, “fermare”, in alto e a destra “lance degli invasori”, quindi “militare”, “soldato”).

Secondo la tradizione, la scuola del Sud ebbe come fondatore un letterato esperto di tecniche di lunga vita, Liáo Shìcháng. In questa serie il grado di difficoltà di apprendimento e pratica non è alto, in quanto le posizioni e i movimenti prediligono la morbidezza e la flessibilità, e sono inoltre più alte. Per tutti questi motivi i Bāduànjĭn del Sud sono anche chiamati “Wén Bāduànjĭn”, ossia “gli Otto Broccati del Letterato” ( “wen” significa “linee interconnesse”, “scritto”, “scrivere”, “linguaggio”, ”cultura”, “colto”, “raffinato”, “letterato”). Gli stili del Sud svilupparono delle pratiche in posizione seduta, “Zuòshì Bāduànjĭn”, o “gli Otto Broccati nella Posizione Seduta”), mentre i “Wén Bāduànjĭn” presero il nome di “Lì Bāduànjĭn” ovvero “gli Otto Broccati in Piedi”. Un ulteriore sviluppo portò a dodici il numero degli esercizi da seduti, che oggi infatti vengono chiamati “Shíèr duànjĭn” cioè “i Dodici Broccati”.

“Estratto della relazione “Wu Baduanjin, gli Otto Broccati del soldato”, tenuta da Vito Marino e Riccardo Lombardo al IV° Congresso FISTQ e VI° Congresso CITeS, svoltosi nei giorni 6-7-8 Ottobre 2006 a Palermo.”

Bibliografia:

  • Filosa C., Comunicazione personale.
  • Leung K., Schifani G., Dispense del Corso biennale di Qìgōng dell’Associazione Qì, Palermo, 1992-1994, Policopie.
  • Zhào X., Gatti F., Dizionario compatto Cinese Italiano Italiano cinese e conversazioni, Zanichelli, Bologna, 1996

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